Turismo Australia - Wooroonooran national Park

14 MAGGIO 2007

Wooroonooran national park

 

 

Non è difficile per noi trovare le parole per iniziare il report di questa ennesima giornata Australiana, potremmo definirlo il filo conduttore di questo lungo viaggio.

Grossi nuvoloni grigi si addensano sui verdi rilievi montani dietro la città, una leggera pioggerellina accompagna il nostro ingresso sul piccolo bus che ci guiderà nella escursione all'interno del parco naturale di Wooroonooran.

La pioggia sotto forma di intensi scrosci ci accompagna durante il trasferimento verso sud lungo la Bruce Highway, considerata con i suoi 1700 chilometri la autostrada più lunga la mondo, verso la nostra prima sosta alle Josephine Falls, dove il cielo sembra offrire una momentanea tregua.

Durante il percorso pedonale verso le cascate attraverso la foresta pluviale le nostre guide si prodigano in una interessante spiegazione, grazie anche ad una lingua Inglese comprensibile) sulla flora presente nel parco, dalle specie più caratteristiche a quelle più pericolose per l'uomo, i raggi di un sole che fa capolino tra le nuvole e si fanno largo tra la fitte chiome degli alti fusti creano suggestivi giochi di luce sulle foglie ancora bagnate.

 

       

 

           

 

       

 

           

 

       

       

 i colori della vegetazione così  illuminati risultano quasi abbaglianti, intono a noi innumerevoli versi di invisibili animali creano una emozionante colonna sonora a questa interessante escursione nella vitale foresta pluviale.

 

               

 

 

JOSEPHINE FALLS

 

       

 

       

 

   

 

           

 

Abbandoniamo la foresta sul nostro refrigerato mezzo di trasporto per recarci al successivo punto di sosta, il sole che aumenta la evaporazione della pioggia precedentemente caduta aumenta il tasso di umidità nell'aria già sufficientemente densa ad appiccicosa.

La nuova tappa si rivela troppo turistica secondo i nostri parametri, in una grande fattoria vengono allevati i coccodrilli utilizzati per opinabili spettacoli ad uso e consumo di compiaciuti turisti, il numero elevato di grossi rettili presenti e la affollatissima Nursery fanno pensare anche ad un altro tipo di "consumo" per il quale la carne di coccodrillo si rivela particolarmente adatta e gustosa.

 

       

 

       

 

 

       

 

       

 

Scattate le foto di rito, esclusa quella con il serpente in braccio (quando è troppo è troppo), ed evitati i ridicoli spettacoli dei "domatori" di satolli rettili concentrando il nostro interesse sul piccolo laghetto al centro della fattoria.

 

       

 

       

 

       

 

       

        

All'interno della fattoria vivono anche alcuni canguri, piccoli Wallaby ed un paio di Cassowary un uccello incapace di volare ma molto pericoloso quando usa la sua cresta come ariete

 

 

 

       

 

il gruppo si rimette in marcia per la successiva sosta che, data l'ora, è quella dedicata al pranzo.

Il buffet che ci attende all'interno di un ristorante italiano si rivela ottimo ed abbondante, ristorati da questa sosta e da un buon caffé ci rimettiamo in marcia per una nuova escursione all'interno del parco dal lungo nome.

Parcheggiato il leggero automezzo raggiungiamo, dopo una breve camminata in mezzo ad una bassa vegetazione, una altura che offre una spettacolare vista sulle sottostanti zone umide.

 

       

 

       

 

       

 

           

 

Grazie ai binocoli forniti dalle solerti guide possiamo osservare i numerosi volatili che popolano la palude la cui numerosa presenza esclude quella di famelici coccodrilli, che infatti non riusciremo ad osservare.

 

           

 

       

 

   

 

       

 

           

 

       

 

L'albero strangolatore, che si avvinghia all'albero preesistente fino a soffocarlo per prendere il suo posto e' l'ultima specie vegetale che ammiriamo prima di uscire definitivamente dall' interessante parco.

 

       

 

Babinda, una curiosa piccola cittadina sul nostro tragitto è rinomata per la sua partecipazione annuale al concorso per la città più piovosa  del mondo, concorso spesso vinto da questa "campionessa" che vanta una media di 300 giorni di pioggia all'anno.

 

 

L'ultima escursione prevista all'interno del parco , dopo la consueta lezione sulla flora circostante, un rinfrescante bagno nel fiume, che a monte presenta delle rocce di bizzare forme levigate dalla corrente, l' irruenta acqua forma qui delle pericolose correnti rivelatesi più volte fatali per giovani avventati.

 

           

 

       

 

       

 

       

 

           

 

Il sole torna finalmente a fare capolino tra le fronde degli alberi, il cielo azzurro sposa felice il verde della foresta.

 Le nostre inappuntabili guide ci forniscono di maschera e boccaglio per osservare il fondale popolato da grossi pesci e da una moltitudine di gamberi di fiume, la zona è ovviamente libera dalla presenza di grossi e voraci rettili.

 

               

 

           

 

       

 

           

 

Lungo la strada del ritorno effettuiamo una sosta "commerciale" presso una famiglia di aborigeni che, apparentemente ben integrati con la civiltà, produce tipici oggetti artigianali che vende ai negozi della zona, oltre ovviamente ai turisti di passaggio,

per poi essere ricondotti come di norma al nostro Hotel.

Consumata una particolare cena in un ristorante che combina cucina Francese alle specialità della zona, che anche se non fa gridare al miracolo risulta comunque gustosa, raggiungiamo passeggiando per le accattivanti e popolate vie cittadine il nostro letto dove ci adoperiamo per la nostra migliore performance, lo svenimento sotto il lenzuolo.

 

 

18a tappa - 14 Maggio

 

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