Turismo Australia - Uluru - Ayers Rock

06 MAGGIO 2007

Perth - Ayers Rock

 

 

 

Giornata di trasferimento aereo, quella odierna, per l’aeroporto di Ayers Rock nel centro geografico del continente nelle immediate vicinanze del complesso turistico di Yulara da dove inizieremo l’esplorazione di queste suggestive zone desertiche. Sono centinaia e centinaia i chilometri di apparentemente vuoto deserto che scorrono sotto di noi, teatro di una vita sotterranea o essenzialmente notturna,

 

       

 

           

 

               

 

prima dell’atterraggio durante il quale, grazie alle indicazioni di una gentilissima hostess, posso ammirare e fotografare il celebre Uluru, la roccia rossa sacra agli aborigeni simbolo australiano per eccellenza, in passato conosciuto come Ayers Rock,  che oggi recupera la sua giusta denominazione indigena.

 

       

 

   

 

       

 

Raggiungiamo con una navetta il nostro albergo all’interno del piccolo agglomerato turistico denominato Yulara, essenzialmente costituito da alberghi e centri commerciali non offre particolari distrazioni.

Una veloce visita al centro turistico dove vengono illustrate le peculiarità naturali di una zona che e’ tutt’altro che inanimata e una buona cena prima del riposo notturno sono quanto è possibile segnalare, oltre ad un maestoso cielo stellato nel quale serpeggia una magica scia bianca conosciuta con il nome di Via Lattea, il tutto ovviamente dopo avere approfittato di un rapido sguardo al monolite da un punto di osservazione poco lontano dal nostro albergo.

 

       

 

   

 

           

 

Una segnalazione particolare dobbiamo farla invece per la presenza di nugoli di fastidiosissime mosche che non lasciano un attimo di tregua ai presenti nella zona, concentrando i loro “attacchi” soprattutto al volto, prima di cadere in un collasso nervoso e’ consigliabile l’adozione di creme repellenti o di retine protettive vendute in ogni negozio del complesso.

 

           

 

07 MAGGIO 2007

Uluru (Tramonto)

 

La mattinata, che trascorreremo visitando il centro turistico, ha il suo inizio sotto un caldo sole appeso ad un cielo azzurro nel quale scorrazzano poche nuvole, purtroppo la nuvolosità andrà progressivamente intensificandosi nel pomeriggio non facendo presagire niente di buono per la serata.

 

       

 

Alle ore 15.00 circa inizia il nostro viaggio verso i cangianti colori di Uluru sotto i raggi del sole al tramonto, con la visita al centro culturale aborigeno Anangu all’interno del parco, per vistare il quale è previsto un biglietto di ingresso che noi avevamo già compreso nel costo del tour.

Attraverso i vetri polarizzati del bus la luce gioca strani scherzi

 

       

 

       

 

       

 

Il centro culturale si promette di informare i visitatori sulla cultura aborigena ed i complicati rapporti che legano questa razza al mondo circostante.

Terminata la vista procediamo verso il monolito per effettuare una breve escursione alla base del mito conosciuto in tutto il mondo, la sua imponenza aumenta con il diminuire della distanza così come la soggezione che è capace di creare in noi, gli ultimi bagliori di un sole destinato a scomparire prima del tramonto accendono i saturi colori della ripida roccia.

 

       

 

       

 

           

 

       

 

           

 

Raggiungiamo infine il punto prestabilito per la osservazione del tramonto, durante il tragitto abbiamo la possibilità, grazie alla solerzia della nostra guida, di osservare un piccolo ma interessante abitante di queste aride zone, Il “Diavolo spinoso”  innocuo animaletto dalla divertente andatura, occorrono infatti tre passi al lento animale per concretizzarne uno in una sorta di incomprensibile danza.

 

 

 

       

 

Ci sistemiamo infine nella posizione dedicata alla osservazione del tramonto, se è vero che esiste un 1% di fortunati osservatori che può ammirare la bellezza della maestosa roccia rossa sotto un temporale e un 99% che invece la vede nella classica cangianza, e’ vero anche che esiste una percentuale non classificata non inseribile in nessuna delle sua opzioni, non piove infatti ma la coltre nuvolosa impedisce al sole di giocare sulle pareti di Uluru creando quelle rifrazioni uniche solo qui ammirabili.

 

       

 

           

 

La roccia e’ un luogo sacro per gli aborigeni, esistono zone nelle quali e’ vietato l’ingresso e soprattutto la fotografia cosi come sarebbe sconsigliato arrampicarsi fino alla cima del monolite a causa della volontà contraria degli indiegni, volontà che noi abbiamo rispettato in pieno giudicando ipocrita il consiglio delle autorità di non scalare ma nello stesso momento il mantenimento della corda di sostegno, se non vuoi chiudi, anche sapendo che l’escursione a volte chiede un tributo in vite stroncate da infarto (sottovalutare la fatica nel deserto può diventare drammatico) o da rovinose cadute.

Osservare la maestosità di questa creazione di madre natura dal basso è la giusta e rispettosa soluzione per tutti.

 

           

 

       

 

Quando la roccia diventa solo una massa nera contro il cielo antracite rientriamo al nostro albergo dove ci concederemo una gustosa grigliata di carni varie self-made su barbecue appositamente allestiti, il tutto annaffiato da ottima birra alla spina.

Anche stasera il letto ci accoglie molto presto, domani la giornata inizierà ben prima dell’alba, sperando nella clemenza del cielo,

abbiamo ancora una speranza di ammirare i colori intensi di Uluru, domani attenderemo l'alba al suo cospetto.

 

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11a tappa - 06/07 Maggio

 

Monkey Mia - la spiaggia dei deflini Kata Tjuta