Turismo Australia - Monkey Mia

05 MAGGIO 2007

Monkey Mia

 

 

 

Non è ancora iniziata l'alba quando prendiamo posto sul piccolo bus dell'operatore turistico che ci condurrà fino all' aeroporto di Jandakot, pista secondaria situata alla periferia di Perth.

Qui, con le prime luci dell'alba che tentano di farsi spazio tra le scure nuvole, prendiamo veramente coscienza di quello che ci attende: un piccolo monoelica a quattro posti (due piloti + due passeggeri) è il velivolo incaricato di trasportarci fino alla celebre spiaggia di Monkey Mia.

Sarebbe inutile tentare di nascondere quel piccolo e latente senso di paura che si avverte poco prima del decollo, una sensazione che si dissolve immediatamente grazie ad una manovra di abbandono del solido e confortante terreno meno impegnativa dal punto di vista emotivo di quella effettuata dai giganteschi uccelli di acciaio che ci trasferiscono da una città all'altra dell'Australia.

Il cattivo tempo che imperversa su Perth non sembra causare particolari preoccupazioni ai due piloti ne al piccolo aereo che si innalza veloce e leggero sulla città ancora addormentata, ma regala invece a noi osservatori dei paesaggi assolutamente fantastici, imperiosi raggi del sole nascente si fanno largo tra la spessa coltre nuvolosa mentre acquazzoni sparsi creano grandi colonne nere che sembrano creare un ponte tra cielo e terra.

 

       

 

Le prime luci del mattino si riflettono sulle placide acque dello Swan River , all'orizzonte si staglia grigio il profilo dei grattacieli della City.

 

       

 

           

 

           

 

       

 

       

 

Leggeri scossoni causate dalle nuvole che attraversiamo accompagnano il nostro viaggio dalla durata prevista di circa tre ore, molto meno invece durerà il maltempo, dopo circa un ora dal decollo il cielo gonfio di nuvole segna il proprio confine,

 

       

 

oltre, in un terso cielo azzurro campeggia uno splendente disco solare i cui raggi giocano festosi sulle onde e sulle rive dell' Oceano Indiano, creando giochi di colore assolutamente unici.

 

       

 

           

 

           

 

Sotto di noi scorre l'Australia, l'entroterra vasto e selvaggio è interrotto da vaste zone sabbiose o sporadiche piste sterrate che sembrano perdersi, caparbiamente rettilinee, nell'infinito nulla.

 

       

 

       

 

Terra e mare si fronteggiano superbi là dove le onde si infrangono apparentemente impotenti, solo il tempo, paziente arbitro, potrà decretare un eventuale vincitore

 

       

 

       

 

           

 

           

 

           

 

Dopo circa 800 chilometri di costa ed un numero imprecisato di foto scattate atterriamo dolcemente all'aeroporto di Shark Bay, qui siamo attesi da un autista locale che con il suo piccolo bus ci condurrà fino a Monkey mia, la spiaggia dei delfini.

 

 

Questa spiaggia è rinomata in tutto il mondo a causa della presenza giornaliera di un piccolo gruppo di simpatici mammiferi acquatici che si spingono fino a pochi metri dalla riva e dagli incuriositi turisti, quasi, potrebbe sembrare, per un consapevole e volontario contatto con questo strani esseri bipedi che tengono vicino alla faccia delle strane scatolette nere......

 

       

 

           

 

Sdraiati sulla bianca spiaggia attendiamo ansiosi l'arrivo dei delfini che oggi si fanno attendere, è quando ormai stiamo per perdere le speranze che quattro sagome scure sfilano veloci vicino alla riva per poi indugiare per molto tempo vicino al pontile di imbarco ed offrirsi cosi agli sguardi dei curiosi presenti, emozionati visibilmente dalla presenza di questi animali che da sempre dimostrano una intelligenza e degli atteggiamenti che poco hanno a che fare con quelli del resto del regno animale.

 

       

 

 

 

       

 

In disparte alcune guardie del parco osservano la scena pronte ad intervenire in caso di comportamenti non idonei da parte degli umani, come nel caso di tentativi di carezze, la nostra pelle contiene degli acidi che risultano molto nocivi per la delicata pelle dei mammiferi

 

       

 

   

 

       

 

       

 

Notevole il numero delle foto scattate così come la loro qualità, grazie ad un polarizzatore montato sull'obbiettivo che riduce i riflessi della luce sulla superficie del mare è possibile immortalare gli agili animali come se fossero quasi sospesi in aria.

 

 

           

 

Dopo circa 30 minuti i quattro animali si allontanano dalla riva scomparendo in mare aperto.

 

           

   

Ci concediamo un ora di piacevole relax sulla assolata spiaggia, osservando tra le altre cose i pellicani che riposano sulla spiaggia oppure pescano attenti nel mare

 

       

 

       

 

       

 

 

prima di consumare il previsto pranzo al ristorante dello splendido resort di Monkey Mia e di trasferirci verso l'aeroporto nel quale abbandoneremo i nostri piloti che prepareranno l'aereo per il rientro, la nostra guida coi condurrà successivamente a Eagle Bluff, panoramico punto dal quale si possono osservare, solitamente, alcuni squali che nuotano nelle cristalline acque della baia sottostante, alcune ombre si aggirano indistinte sui fondali , ma a causa della distanza risulta impossibile definirne la specie.

 

               

 

       

 

       

 

           

 

Una sosta nel piccolo paese di Denham ci permette di osservare stupiti quella che , probabilmente, è l' unica costruzione al mondo (insieme al ristorante poco più avanti) edificata utilizzando mattoni di.... conchiglie!!!

 

       

 

La spiaggia di Shell Beach che raggiungeremo poco dopo spiega il mistero, questa vasta distesa bianca sulla quale si infrangono le onde marine non è costituita dalla classica sabbia ma da un numero infinito di conchiglie per una profondità di 5 metri ed una estensione che raggiunge i 100 chilometri in questo luogo fino ad alcuni anni or sono era possibile scavare i mattoni che abbiamo precedentemente osservato, oggi le conchiglie servono ad un meno nobile scopo, mischiate al mangime per le galline garantiscono la produzione di una eccellente qualità di uova.

 

       

 

           

 

E' difficile trovare aggettivi per questa ennesima dimostrazione della bellezza della natura.

Anche questa giornata si avvia al termine, l'ultima massiccia dose di emozioni ci viene regalata dai nostri due piloti che ci sono venuti incontro con il loro piccolo velivolo, non decolleremo infatti dalla classica ed asfaltata pista dell'aeroporto ma bensì da un corto e sterrato spiazzo in mezzo al deserto.

Incurante delle nostre perplessità, il leggero aereo si stacca velocemente da terra senza la minima incertezza, una rapida salita verso l'alto la rotta di rientro è presto impostata, dentro, stavolta, un cielo limpido e blu che ci accompagnerà fino al momento dell'atterraggio a Perth.

 

       

 

 

 

       

 

       

 

           

 

       

 

           

 

       

 

 

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