Turismo Australia - Kangaroo Island

02 MAGGIO 2007

Kangaroo island

 

 

L’appuntamento alle ore 6.45 davanti alla sede del tour operator sommato alla notte quasi insonne trascorsa inspiegabilmente rigirandosi nel letto non lasciano spazio a dubbi di sorta, oltretutto stà piovendo e , ci comunica la gentile Hostess, il tour e’ a rischio di annullamento a causa appunto del maltempo. Nonostante le premesse il viaggio ha inizio, in autobus raggiungiamo, dopo due ore di viaggio il punto previsto per l’imbarco a Cape Jervis. Il lungo tragitto, abbandonata la periferia di Adelaide, incontra un affascinante paesaggio mutevole, verdi pascoli delimitati da fitta boscaglia e punteggiati da solitari alberi che sembrano riposare mortalmente stanchi, sono spesso attraversati da profonde rughe che sembrano voler sottolineare lo spirito selvaggio ed antichissimo di queste terre.

Poco prima dell’imbarco sul traghetto, percorrendo la “Peninsula Fleurieu” , possiamo ammirare la costa rocciosa sulla quale si infrangono i marosi. La traversata sul traghetto si rivela quasi tranquilla, le onde scuotono la pesante imbarcazione mentre un forte vento spazza il ponte della nave lavato da frequenti quanto violenti acquazzoni.

 

 

           

 

       

 

Dopo circa un ora di navigazione sbarchiamo sulla celebre e turistica Kangaroo Island, il grigio uniforme del cielo non riesce a stimolare quelle emozioni che invece sembrano farsi beffe di noi dalle informazioni pubblicitarie appese nei vari locali.

Il ridotto gruppo turistico del quale facciamo parte sale sul bus che e’ strutturato per ospitare almeno il doppio dei passeggeri attuali, il nostro autista che, per normale consuetudine australiana, è anche guida sbriga i convenevoli e si accinge poi alla partenza iniziando contemporaneamente un lungo monologo descrittivo del quale riusciamo a cogliere il senso di poche frammentarie frasi a causa del linguaggio Australiano che spesso a ben poco a che fare con la lingua Inglese, tanto che alcuni turisti madrelingua spesso scuotono la testa interrogativamente.

La prima  sosta della giornata è dedicata alla visita di SEAL BAY raggiunta dopo circa due ore di viaggio, l’isola infatti e’ molto estesa e le strade non sono tutte ben asfaltate, attraversando un paesaggio che alterna zona adibite a pascolo a fitte foreste dentro le quali vivono i simpatici Koala e i Canguri a cui si sipira il nome dell’isola, peccato che si tratti di animali prettamente notturni.

 

SEAL BAY

 

       

 

       

 

La spiaggia di Seal Bay e’ parte di una zona adibita a parco naturale protetto nel quale vive indisturbata una grande colonia di leoni marini, animali molto simili a foche di carattere non particolarmente tollerante che in alcuni casi possono risultare pericolosi per l’uomo che soverchiano, incredibilmente data la mole, anche in velocità.

 

       

 

       

 

Sulla spiaggia tiepidamente riscaldata da timidi raggi solari possiamo ammirare questi splendidi animali mentre sonnecchiano placidi crogiolandosi al sole, sotto lo sguardo attento della guida locale che non ci perde di vista un attimo mentre si susseguono numerosi i clic degli otturatori delle macchine fotografiche.

 

 

 

       

 

           

 

       

 

       

 

               

 

Inginocchiato ed intento a catturare le immagini con il mio 300mm vengo gentilmente invitato ad alzarmi dalla guida, un piccolo leone marino stà infatti gioiosamente correndo verso di me per avermi scambiato, mi spiega, data la posizione per un potenziale compagno di giochi, una volta alzato il cucciolo interrompe la corsa e la delusione che leggo nello sguardo non è dissimile da quella che si può vedere in quello di qualsiasi bambino deluso.

 

       

 

       

 

Terminata la vista torniamo sui nostri passi lasciando al loro riposo gli animali che sbadigliano per niente turbati dalla presenza dei numerosi turisti.

 

       

 

           

 

       

 

La seconda tappa prevede anche un gustoso pranzo presso la “Beckwiths Farm” dove oltre a soddisfare le esigenze della carne faremo anche, girovagando nei dintorni, un gradito incontro con un paio di placidi Koala, uno  dei due percorre lentamente lo spiazzo erboso che lo separa da un potenziale giaciglio aereo per poi aggrapparsi al solido tronco di un albero e scalarlo.

 

           

 

           

 

       

 

Il secondo invece sonnecchia tranquillo su di un albero, destandosi solo per una veloce grattata o un lungo sbadiglio

 

           

 

       

 

Prima di partire abbiamo anche l’occasione di avvistare un piccolo canguro che però sparisce velocemente nella fitta boscaglia.

 

       

 

Il viaggio riprende sotto un cielo che dopo una temporanea tregua torna al grigio iniziale, il grosso autobus si addentra nel parco di “Flinder Chase” , zona integralmente protetta che rappresenta 1/3 del territorio totale dell’isola, un territorio assolutamente selvaggio nel quale l’influenza dell’uomo e’ pari a zero, mai disboscato in passato rappresenta un sicuro rifugio per alcune specie animali a rischio di estinzione.

In alcuni punti panoramici del percorso è possibile osservare la vastità della zona e la sua intergità oltre ad ammirare la ripida costa flagellata dal mare agitato.

 

           

 

“Remakable rocks”

una suggestiva formazione rocciosa modellata dal tempo e dalle intemperie rappresenta la nuova sosta del nostro gruppo, adagiata su di una volta granitica domina silente l’irrequieto oceano sottostante.

 

       

 

           

 

       

 

Le pareti a picco sferzate dalle possenti onde rappresentano un sicuro pericolo per un eventuale turista troppo “intraprendente” come purtroppo, ci spiega la guida, è successo in passato.

 

           

 

Di nuovo in marcia sul comodo mezzo che ci conduce stavolta a “Cape du Couedic” , punta rocciosa a picco sul mare segnalata dalla luce e dalla sagoma dell’omonimo faro, qui è possibile ammirare dopo una ripida ma semplice camminata l’

 

“Admiral Arch”

 

       

 

spettacolare formazione rocciosa sotto la quale potrebbero rendersi visibili alcune rare Foche Neozelandesi che si riproducono in zona, il condizionale è assolutamente d’obbligo, un improvviso e violento acquazzone ci costringe ad una veloce ritirata verso il sicuro rifugio del bus dove arriveremo, nonostante il k-way, completamente fradici.

Sosta finale al quartier generale dei Rangers del parco nonché punto di ingresso al parco stesso, qui oltre a rifocillarci ed asciugarci abbiamo la possibilità di vedere all’opera un raro esemplare di Echidna , per niente infastidito dalla nostra presenza il simpatico animaletto continua imperterrito nelle proprie attività impedendomi di fotografare in suo musetto sempre “infilato” sotto terra.

 

       

 

Il viaggio, emozionante nonostante il meteo, volge ormai al termine, il bus ci accompagna all’imbarco  del traghetto attraversando il cuore dell’isola con le ombre della sera sempre più consistenti.

 

       

 

 

Il mare agitato non ferma per fortuna la nostra traversata come invece è successo il giorno precedente costringendo i turisti ad un forzato soggiorno sull’isola, una volta sbarcati sul continente ci attendono oltre due di viaggio prima di poter crollare, ormai come d’abitudine, sul nostro letto, 16 ore dopo l’inizio di questo emozionante viaggio.

 

 

 

7a tappa - 02 Maggio

 

Adelaide Perth