Turismo Australia - Great Ocean Road

 

28 APRILE 2007

Melbourne - Lorne

 

 

Il posto di guida è dal lato sbagliato, il cambio è automatico e tutti guidano contromano, a parte questi piccoli dettagli è abbastanza semplice sgusciare via dalla città di Melbourne alla guida della spaziosa Toyota Camry appena noleggiata.

Il traffico ridotto,  le precise indicazioni forniteci dal funzionario Hertz e la struttura perfettamente geometrica dello stradario cittadino aiutano non poco il nostro compito permettendoci di raggiungere velocemente la freeway che ci condurrà a sud-ovest verso la cittadina di Geelong, durante 60 chilometri percorsi che ci separano dalla cittadina percorsi rigorosamente alla velocità 110 km/h ( coadiuvati da un comodo cruise control) come indicato dal limite non veniamo superati da nessuno dei vicoli presenti segnale inequivocabile di un estremo rispetto del codice stradale sicuramente indotto da due importanti fattori, educazione e repressione, nella eventualità che il secondo fattore si dimostri più rilevante persevereremo nel rispetto dei limiti indicati, scelta che si rivelerà azzeccatissima come ci confermeranno alcuni Italiani che risiedono in Australia e che incontreremo più avanti.

Superiamo Geelong e la successiva Torquay senza dedicare alle due cittadine una visita, di cemento iniziamo ad averne abbastanza ed inoltre la mancanza di una cultura storica rende assolutamente poco invitante la visita degli agglomerati urbani che rischiano di assomigliarsi tutti, per percorrere una strada costiera sempre più tortuosa ed incredibilmente panoramica, adesso ci rendiamo ancora più conto della difficoltà di guidare a sinistra, e’ un po’ come tornare di nuovo a scuola guida, nessuna manovra può essere intuitiva, adesso l’istinto rischia di diventare drammaticamente pericoloso, ogni istante ed ogni manovra devono essere “pensati” .

 

       

 

Le prime due soste alle “Bells Beach” e “Point Addis” ci introducono ai panorami naturali che ci aspettano in questa parte del nostro viaggio ed al mondo allegro e spumeggiante dei surfers  che cavalcano le onde di questa parte delle coste Australiane, e’ divertente immortalarne le evoluzioni con il teleobiettivo della reflex anche se il mare, non particolarmente mosso, non sembra consentire performance di rilievo,

 

   

 

       

 

           

 

c’è quanto basta, comunque, anche per qualche caduta eclatante.

 

           

 

       

 

   

 

           

 

Pochi chilometri dopo una imponente impalcatura sulla strada ci avverte che stiamo per entrare sulla celebre Great Ocean Road, emozionante tracciato che collega punti costieri di incomparabile bellezza.

 

           

 

Nei presi della cittadina di Ayres una indicazione riportante “Split point lighthouse”   attira la nostra attenzione, lo splendente bianco faro dal rosso cappello e la zona di costa che protegge valgono di sicuro la pur breve deviazione.

 

       

 

               

 

La strada adesso diventa ancora più tortuosa e divertente, (un brivido percorre brevemente la mia schiena per poi scomparire veloce, le nostre Multistrada riposano dalla parte opposta del globo…) ed il panorama offerto dalla costa assolutamente emozionante, l’aria incredibilmente pulita consente allo sguardo di correre lontano saltando di scogliera in scogliera sulle quali si infrangono, fumanti, le onde dell’irrequieto oceano.

 

       

 

       

 

Nei pressi della cittadina di Lorne la nervosa costa sembra concedersi una breve pausa e nella cittadina situata in un ampio golfo in una atmosfera tipicamente autunnale e di classica dismissione sostiamo per la notte in un ottimo hotel, il “Confort Inn”, la serata si conclude con una gustosa cena a base di pesce al ristorante Aqua dove prenderemo il primo contatto con la ottima produzione enologica Australiana assaporando un fresco sensuale e fruttato vino bianco Semillon-sauvignon, il tutto per un importo totale decisamente favorevole grazie al cambio dollaro/euro ma anche ad un costo della vita molto competitivo.

 

       

 

           

 

       

 

       

 

 

29 APRILE 2007

Lorne - Mt Gambier

 

E’ un cielo grigio gonfio di nuvole quello che saluta il nostro risveglio, la pioggia caduta per buona parte della nottata concede una breve tregua permettendoci di caricare i bagagli in auto prima di tornare a cadere copiosa,  e’ difficile irritarsi per una situazione climatica che risolve una grave siccità protrattasi per lungo tempo e comunque il paesaggio in questo contesto risulta tutt’altro  che disprezzabile, le nuvole danno spessore tridimensionale alla volta celeste mentre il mare, cangiante in colori profondi si getta agile sulle scogliere dalle quali sale una nebbia di vapore acqueo che ammorbidisce le altrimenti rigide linee costiere.

 

           

 

Abbandoniamo la sonnacchiosa Lorne gia’ chiusa nella stagione autunnale seguano la strada costiera che ondeggiante attraversa il parco naturale di “Otway”, numerose le deviazioni segnalate verso percorsi naturalistici o imponenti cascate, il nostro programma per la giornata non ci concede però troppe variazioni, i chilometri da percorrere sono molti come molte sono le tappe programmate che ci attendono lungo la costa.

 

       

 

       

 

Dopo avere attraversato “Apollo Bay” ci inoltriamo attraverso il “Waterfall and Rainforest Park” seguendo la strada che si inoltra all’ombra di alberi imponenti di alto fusto, ombra in senso figurativo data la colonna di acqua che cade dal cielo, ma d’altra parte se e’ una foresta pluviale….

 

           

 

Svoltando verso sinistra ci dirigiamo verso “Cape Otway” dove visitiamo l’omonimo faro, bianco cilindro splendente che si staglia imperioso contro il cielo grigio, sotto di noi le onde dell’oceano schiumeggiano tranquille nelle rocciose baie.

 

           

 

               

 

           

 

           

 

Grazie alla possibilità di vistare il faro possiamo osservare dall'alto la costa circostante mentre le nuvole nere ci osservano minacciose, interessante anche osservare l'interno del faro stesso, le cui caratteristiche sono in parte spiegate da un simpatico personaggio molto in tema con l'ambiente seduto vicino alla lampada principale.

 

           

 

               

 

   

 

Tornati sui nostri passi terminata la visita, imbocchiamo di nuovo la GOR che progressivamente riguadagnerà la costa temporaneamente abbandonata , da allora sarà un continuo susseguirsi di soste in zone opportunamente segnalate che permettono di raggiungere il limite della costa rocciosa ed ammirare estasiati e stupiti le incredibili opere d’arte che il mare e gli agenti atmosferici hanno saputo scolpire nella scogliera friabile nel corso di ere geologiche.

 

           

 

           

 

           

 

La maestosità della zona trova naturale consacrazione nella rappresentazione più celebre al mondo per questo contesto: i “Dodici Apostoli” , un suggestivo piccolo arcipelago di gigantesche sculture pazientemente cesellate dal tempo e dalle onde.

 

I DODICI APOSTOLI

 

           

 

       

 

 

 

       

 

           

 

           

 

           

 

Ma il lavoro del mare non ha prodotto solo questa opera, poco più avanti "The Island Archway" , “Loch Ard Gorge” e “London Bridge”  poco dopo Port Campbell fanno bella mostra di se sotto un cielo meno minaccioso ma non per questo meno pericoloso, ogni tanto infatti una fredda pioggia raffredda i nostri entusiasmi.

 

THE ISLAND ARCHWAY

 

       

 

       

 

       

 

       

 

LOCH ARD GORGE

 

           

 

Questi famosi siti sono in presi d’assalto da un turismo di massa che purtroppo limita considerevolmente il loro fascino, una folla vociante e maleducata di turisti asiatici più attenti a fotografare la loro faccia sorridente e le mani in segno di vittoria che la sensualità dei luoghi visitati nella rincorsa di un “guarda dove ero!!” una volta rientrati in patria, si aggira pericolosamente per le terrazze dei percorsi spintonando chiunque abbia la sventura di intralciare il loro momento di gloria, e cancellando inesorabilmente con le loro urla il magico sottofondo naturale che la natura crea per questi panorami, per fortuna la loro presenza si limita generalmente ai luoghi universalmente famosi, se infatti ai 12 Apostoli la loro densità è spaventosa scompaiono quasi del tutto nelle successive attrattive in quanto non famose e quindi non “riconoscibili” da amici e parenti,  per un attimo breve sento terrorizzato le voci di Fantozzi e Filini poi il ritrovato silenzio cancella tutto.

 

LONDON BRIDGE

 

       

 

Le soste durante il percorso potrebbero essere infinite come infinite sono le sculture che il mare ha realizzato lungo la costa, ma l’ora tarda e la distanza dalla cittadina nella quale pernotteremo (200 km) ci consigliano una veloce percorrenza della restante strada costiera, la sosta a “the Grotto” e’ l’ultima per oggi, con le ombre della sera sempre più lunghe e uno squarcio di cielo azzurro che si infiamma di un rosso ed invisibile tramonto raggiungeremo Mt Gambier.

 

THE GROTTO

 

               

 

Lungo la strada si stende una notte scura e solitaria illuminata dalle poche stelle capaci di trovare un varco tra le nubi per osservare il mondo, le sporadiche luci di isolate fattorie poco possono contro il senso di solitudine che ci assale ma che , stranamente,  non ci opprime ma al contrario ci rilassa.

 

 

30 APRILE 2007

Mt Gambier - Adelaide

 

Un sole raggiante si crogiola immerso in un cielo profondamente azzurro scaldando piacevolmente l’aria, questo il biglietto da visita di questa nuova giornata, scacciato un sottile senso di dispiacere per non avere goduto anche ieri di questa condizione meteo ci regaliamo una abbondante colazione in un locale nel centro della graziosa cittadina di Mt Gambier dove abbiamo appena trascorso la notte.

 

       

 

Prima di abbandonare il caratteristico paese ci concediamo una breve visita alla attrazione principale della zona, un lago vulcanico poco distante dal centro cittadino che da settembre fino a marzo colora le proprie acque di un intenso e magico colore blu per poi ritornare ai colori naturali (quelli che osserviamo adesso)  negli altri mesi dell’anno, il tutto a causa di un fenomeno naturale che nessuno ha ancora saputo spiegare.

 

       

 

Velocemente, in senso figurato visti i limiti,  lasciamo alle nostre spalle la graziosa cittadina, la tappa odierna rischia di diventare impegnativa visti i 470 chilometri di strada costiera che ci separano dalla nostra prossima meta: Adelaide ed il nostro hotel.

I timori iniziali sono però presto fugati, la strada si rivela meno tortuosa del previsto, lunghi rettilinei si  stendono davanti a noi affiancati da un paesaggio estremamente variabile e suggestivo, non sono molte però le attrattive degne di rilievo che rallentano la nostra corsa.

La strada corre parallela la mare che solo raramente si rende visibile e le deviazioni degne di nota si contano su di una mano, inziando dalle “Tantanoola Caves” , piccole ma graziose grotte a pochi chilometri da Mt Gambier,  che visitiamo in perfetta e suggestiva solitudine data l’assenza di esseri umani e la guida che ci lascia soli nell’antro,

 

TANTANOOLA CAVES

 

       

 

           

 

                   

 

       

 

Proseguiamo poi il nostro viaggio  passando attraverso i piccoli centri di pescatori come Beachport e kingstone.

 

BEACHPORT

 

       

 

           

 

Una interminabile sequenza di vigneti fa bella mostra di se lungo la strada, la produzione di vini Australiani è divenuta negli ultimi decenni di ottimo livello

 

           

 

KINGSTONE

 

       

 

Il nostro solito istinto ci guida in una breve escursione su strada sterrata per raggiungere “The granites” piccola formazione rocciosa annegata in una infinita e deserta spiaggia sabbiosa che si perde all’orizzonte seguendo la quale lo sguardo vacilla e poi si smarrisce…

 

THE GRANITES

 

           

 

Prima di abbandonare la costa la strada segue per circa 80 chilometri il parco di “Coorong” costituito da una serie di lagune separate dal mare da una sottile lingua di terra lunga quasi 145 chilometri. Centinaia di specie di uccelli, pellicani compresi, popolano questo complesso ed esteso ecosistema che alterna lagune immense a piccole pozze dentro le quali si specchia una vanitosa luna appena desta e quasi al massimo del suo splendore.

 

COORONG

 

           

 

       

 

       

 

Adelaide ci accoglie alle prime luci della sera insieme ad un traffico intenso che però procede nella direzione opposta alla nostra, come sempre succede nella semplice geometria degli stradari cittadini Australiani sarà facile rintracciare il nostro hotel, cena gustosa e anche stavolta le braccia di Morfeo ci accolgono relativamente presto.

 

       

 

       

 

       

 

 

 

 

3a tappa

28 Aprile Melbourne-Lorne

   4a tappa

29 Aprile Lorne - MtGambier

5a tappa

30 Aprile MtGambier - Adelaide

 

Melbourne Adelaide