Turismo Australia - La città di Sydney

 

 

Ore 6.30, il volo Emirates  Roma-Dubai-Sydney tocca finalmente l’asfalto della pista dell’aeroporto di Sidney attraversando una doppia quanto spessa coltre di nuvole, la pioggia lucida il grigio asfalto ma la temperatura esterna nonostante l’orario mattiniero e’ piacevole. Espletate le lunghe formalità doganali finalmente scambiamo un sorriso con il simpatico autista che ci condurrà al nostro albergo, durante il viaggio ci fornirà gentilmente alcune informazioni sulla città compresa la notizia della importante festività odierna l’ “ANZAC day” (Australian New Zeland Army Corps) che commemora i caduti di tutte le guerre , il 25 aprile del 1915 per la prima volta le forze armate Australiane furono impiegate in battaglia in Europa durante lo sbarco a Gallipoli in Turchia teatro di un sanguinoso massacro per entrambi i contendenti che si risolse con un nulla di fatto. Il ricordo del valore delle forze armate e la glorificazione dei caduti e del valore assoluto del loro sacrificio in nome della patria e’ un tema che ritroveremo spesso in Australia che praticamente ogni citta’ celebra con vari monumenti.

 

       

 

           

 

Una lunga e piacevole doccia, una volta preso possesso della camera all’ Hotel VIBE, tenta di lavare via la stanchezza di 30 ore di viaggio e lo sconcerto fisico per le mutate condizioni di fuso orario, la promessa di non dormire oltre le ore 13.00 viene infranta di comune accordo, non abbandoneremo il comodo giaciglio, sul quale crolliamo esausti,  prima delle ore 16.00.

 

           

 

Accompagnati da una quasi inconsistente sensazione di malessere (il sonno ristoratore sembra aver avuto effetto)  muoviamo i primi passi in terra Australiana avviandoci, mappa alla mano, verso la zona di Darling Harbour  fino a raggiungere la Cookle Bay dove i luminosi grattacieli si stagliano contro il cielo grigio riflettendosi sulle placide acque sottostanti, la stagione autunnale appena iniziata nell’ emisfero australe accorcia progressivamente le giornate e le ombre della sera accolgono leste la città tra le proprie braccia.

 

           

 

Nella semplice azione di bere un cappuccino si nasconde un evento che rischia di diventare drammaticamente condizionante per la vacanza, almeno dal punto di vista psicologico: la confezione da passeggio tipicamente americana non e’ ben chiusa, alla prima sorsata il contenuto del bicchiere si rovescia sulla reflex digitale appesa al mio collo che , immediatamente, cessa di funzionare, lo sconcerto e la rabbia si sommano prepotentemente, l’inizio non e’ dei migliori se il mezzo principale di “cattura” delle emozioni e’ gia’ definitivamente fuori uso. Alle ore 23.30 mentre stò scrivendo le funzioni della macchina sono parzialmente attive, ma in incoraggiante miglioramento, speriamo in una progressiva asciugatura e in un definitivo recupero della reflex che lasciamo in hotel parzialmente smontata per aiutare l’asciugatura, ci incamminiamo quindi verso Cookle Bay per la cena mentre dalla borsa appesa sulla mia spalla una “vecchia” reflex Canon AE1 classe 1975 occhieggia sorniona. Dopo varie valutazioni sui molti locali presenti in zona ci lasciamo attrarre dalla originalità del “South Steyne – Floating Restaurant” allestito in un vaporetto del 1936 ormeggiato in porto, ottime le pietanza consumate accompagnate da un eccellente e fruttato Chardonnay locale, primo contatto con una produzione vinicola autoctona di assoluto livello.

 

             

 

Il dopo cena ci vede velocemente rientrare in albergo, la stanchezza torna a farsi sentire e riuscire a dormire adesso significa una veloce sincronizzazione con i nuovi orari, il sonno non tardera’ ad arrivare.

 

 

26 APRILE 2007

 

               

 

Splende il sole su di un intenso cielo azzurro questa mattina, confortati nello spirito oltre che nella carne degnamente riposata, iniziamo la nostra esplorazione della città con la visita al “Chinese Garden” piccolo ma suggestivo angolo botanico tra i grattacieli della città nel quartiere di Chinatown.

La reflex digitale restituita al suo iniziale vigore cattura veloce le immagini del tranquillo e rilassante giardino, comunque supportata nel suo importante lavoro dalla tradizionale Canon utilizzata per le inquadrature più emozionanti.

 

CHINESE GARDEN

 

           

 

       

 

       

 

       

 

           

 

       

 

           

 

       

 

Terminata la vistita proseguiamo da Darling Harbour attraverso il cuore della città sotto la Sydney Tower fino ai giardini di Hyde Park, scarso il traffico, almeno secondo i nostri canoni, per le strade, anche la presenza di turisti, se si escludono alcune comitive Cinesi e Coreane, è scarsamente rilevante in questa luminosa giornata autunnale.

 

       

 

       

 

           

 

               

 

La St Mary Cathedral ci immette nei verdi e rigogliosi giardini del “Domain” , il continuo confronto tra natura e civilta’ del cemento e dell’acciaio sembra tutt’altro che stridente, una decisa armonia sembra avvolgere la città.

 

ST MARY CATHEDRAL

 

       

 

           

 

               

 

               

 

   IL DOMAIN  

 

       

 

           

 

Il confine del parco segna l’ inizio della successiva zona verde: il “Royal Botanic Gardens” dove, all’ingresso impariamo divertiti le seguenti regole di comportamento:

      1) Camminate sul verde

      2) Abbracciate gli alberi

      3)  Parlate agli animali

La sensazione di trovarsi agli antipodi è assolutamente viva e presente.

 

           

 

Il grande parco e’ popolato da una variegata flora comprendente anche rarissime specie, mentre l’avifauna conta, oltre a diverse specie di uccelli, una incredibilmente nutrita colonia di giganteschi pipistrelli che dondolano appesi a testa in giù dagli alti rami, non essenzialmente notturna questa specie di chirotteri si concede anche qualche volo tra le assolate fronde.

 

           

 

       

 

           

 

Giunti in prossimità del mare racchiuso in un ampio golfo il giardino si divide a forbice di fronte alla baia di “Farm Cove”, procedendo a destra verso la punta di “Mrs Maquaries” abbiamo la possibilità di osservare da lontano in tutto il suo splendore il simbolo principale di Sydney famoso in tutto il mondo:

 

OPERA HOUSE

 

 

 

   

 

       

 

       

      

Dopo la serie di foto di rito torniamo sui nostri passi per ammirare da vicino la celebre opera architettonica, sono circa le ore 12.30 e la foltissima presenza di persone di ogni sesso, razza ed età dedita al footing da la sensazione di una sorta di rito collettivo da espletare nella pausa dal lavoro.

 

       

 

           

 

Mentre cerco un inesistente cestino per gettare la gomma mi rendo conto della assoluta pulizia che regna in questi giardini senza , appunto, la necessità di installare un contenitore per rifiuti ogni 10 metri, immagino per un attimo, terrorizzato, come potrebbe presentarsi la stessa situazione in terra italica, ma qui come dicevo, siamo agli antipodi, non solo geograficamente evidentemente. Una lunga ma piacevole camminata sotto il caldo sole pomeridiano ci conduce fino al cospetto della Opera House alla quale dedichiamo il tempo necessario ad ammirare, e fotografare, da ogni possibile angolazione le sue inusuali quanto piacevoli linee architettoniche.

 

               

 

       

 

       

 

Dopo una rilassante pausa ristoratrice nei pressi della baia di Sydney Cove al cospetto dell’imponente “Harbour Bridge” proseguiamo la nostra escursione nel quartiere denominato “The Rock” per la presenza , in un neanche tanto lontano passato, di alcune ripide scogliere ormai scomparse sotto i colpi della civiltà, da questa zona, dalla base del pilastro del ponte, possiamo ammirare la Opera House da un altra angolazione.

 

       

 

           

 

Torniamo sui nostri passi, poco prima avevamo notato una stazione marittima di partenza per i traghetti che servono la frastagliata baia che ospita la città, sarà proprio uno di questi a ricondurci verso la zona di Darling Harbour nei presi della quale sorge il nostro albergo.

 

       

 

           

 

       

 

       

 

E’ ancora troppo presto per rientrare quindi, notata la altissima Sydney Tower e verificata la sua visitabilità nella guida, ci incamminiamo per l’ennesima escursione. Dopo i biglietti e il controllo con metal detector possiamo salire dentro uno dei tre ascensori che portano fino alla terrazza panoramica della torre, a circa 300 metri di altezza, qui, attraverso panoramici vetri trasparenti possiamo godere di una meravigliosa vista aerea della città a 360°

 

 

           

 

           

 

               

 

           

 

Ci tratteniamo il tempo necessario al passare del tramonto e l’accendersi delle luci della sera per poi rientrare, in mezzo ad un caotico ma ordinato traffico, in albergo dove consumiamo una leggera cena. La sensazione durante la visita in questa grande città e’ stata inaspettatamente piacevole per chi , come noi,  preferisce gli spazi aperti alle anguste strade cittadine, Sydney si rivela una città dinamica e vivace che guarda all’occidente ma che non perde di vista la vivibilità, il perfetto ordine che regna sovrano coadiuvato da vaste aree verdi e da una ottima interazione con le acque che la bagnano, regala una sensazione di rilassatezza grazie anche alla vita non assolutamente frenetica che i suoi abitanti svolgono, e questa è rinomata in Australia come la città più vicina alle metropoli occidentali……..

Stanchi ma soddisfatti prepariamo le valige prima di crollare nel letto, domani si riparte…..

 

 

 

1a tappa 25/26 Aprile

 

Partenza Melbourne

 

SYDNEY E' STATA ANCHE TAPPA FINALE DEL NOSTRO VIAGGIO