Giorno 1: Gli Etruschi di Monte Bibele


 

Mi sveglio presto dal giusto riposo, mentre fuori un debole chiarore accende l'ondulato orizzonte, il tempo di espletare le formalità dal mattino e sono fuori inebriato dalla frizzante aria dell'alba, sordo alle giuste rimostranze dei muscoli ancora sonnolenti spingo Maia lontano dalla casa che ci ospita per queste vacanze estive, per far si che il profondo borbottio del motore non turbi il giusto riposo di chi abita nei dintorni.

E' tempo per un nuovo piccolo viaggio, un viaggio che inizia con il levare del sole.

               

SANTUARIO DI CAMPEGGIO

La Piccola Lourdes Bolognese

               

Rincorro il sorgere dell'abbagliante astro attraverso la strada che attraverso Castel dell'Alpi ed il suo placido lago mi conduce fino a Monghidoro e la giusta sosta per la colazione, cappuccino e fragrante cornetto appena sfornato sono il carburante perfetto per iniziare la giornata, subito dopo la mia deviazione dalla strada principale indirizzandomi verso la meta della giornata effettuo la prima sosta nel Santuario di Campeggio.

Al suggestivo silenzio che abbraccia il luogo si aggiungono i giochi di luce che il sole in ascesa crea sulle immote statue che popolano il cortile esterno nel tentativo di conferire loro una improbabile vitalità prima che il calore del meriggio estivo ed il confuso vociare dei turisti ne trasformino i lineamenti, suggestivi in questo istante di assoluta tranquillità

               

SCAVO ARCHEOLOGICO ETRUSCO DI MONTE BIBELE

                       

Bastano pochi chilometri per raggiungere la meta prefissata, al cospetto di un sole ormai raggiante parcheggio Maia di fronte alla sbarra che delimita il percorso che conduce a quella attrazione osservata sulla consunta cartina stradale, gli scavi archeologici Etruschi di Monte Bibele.

Il cartello logorato dal tempo che indica la direzione seminascosto tra il fogliame denota una incuria causata da una scarsa affluenza di quel turismo disinteressato che, come abbiamo più volte ricordato, mira più a  luoghi ben conosciuti e mitici percorrendo lunghe distanze piuttosto che cedere alla prospettiva del guardarsi intorno ed esplorare un territorio in grado di soddisfare esigenze infinte. 

       

Attraverso campi abbagliati dalla luce onesta del mattino sui quali svolazzano gioiose innumerevoli piccole ali leggere, per raggiungere la parte più impervia del tracciato, quella che risale le pendici del monte fino alla vetta, dove si trovano gli scavi, sul fianco di una collina godono tranquille del calore solare alcune lepri prima di fuggire circospette al mio passaggio, stessa sorte per un cerbiatto appena uscito dal fitto bosco e dalla sua fresca e protettiva ombra che non sembra gradire per più di pochi minuti il susseguire dei click dell'otturatore fotografico.

       

       

       

           

Occorrono circa 60 minuti di passo veloce per percorrere il sentiero poco impegnativo che conduce alla vetta aggirando il monte, accompagnati dai raggi del sole che giocano tra le fronde degli alberi ed osservati da innumerevoli ma invisibili occhi curiosi nascosti nel fitto bosco raggiungiamo la cima e la nostra prevista meta, Il cartello che indica la zona archeologica e ne descrive l'importanza ha conosciuto tempi migliori, le intemperie e la solita inciviltà ne hanno limitato notevolmente la leggibilità

                       

Testo tratto dal sito del Comune di Monterenzio

Salendo lungo la valle dell’Idice, appena oltrepassata la frazione di Bisano, si erge sulla destra il vasto massiccio di Monte Bibele costituito da diversi pianori e numerosi rilievi, tra i quali emergono tre cime principali: Pianella di Monte Savino, Monte Tamburino e Monte Bibele, cima, quest’ultima, che dà poi il nome a tutto il complesso montuoso. 

Dal 1973, su tale massiccio, si svolgono ricerche archeologiche che hanno portato alla luce un insediamento etrusco - celtico costituito da un abitato, una necropoli e due aree votive.

           

L’insediamento fu fondato attorno al 400 a.C. da un centinaio di Etruschi, che per sfuggire ai continui attacchi e saccheggi dei Celti si spostarono dalla pianura ai crinali appenninici della Valle dell’Idice, sui quali poi si insediarono stabilmente.

Il pendio di Pianella di Monte Savino, già sede di un villaggio di capanne durante l’Età del Bronzo (2300- 1000 a.C.), ospitò il nuovo nucleo abitativo etrusco.

               

Su una serie di terrazzamenti artificiali contenuti da muri in pietra, vennero costruite sia le abitazioni a struttura lignea sia alcune strutture ad utilizzo collettivo come i granai ed una cisterna per la raccolta dell’acqua.

A poca distanza dal villaggio, a Monte Tamburino, era invece ubicata la necropoli nella quale sono state rinvenute 170 tombe a cremazione ed inumazione.

               

I corredi funerari che le componevano hanno messo in evidenza come verso il 380 a.C. alla comunità di Etruschi fondatori del villaggio si unì un gruppo di stranieri di origine transalpina caratterizzati dall’uso delle armi: i Celti.

Due luoghi di culto sono invece stati ritrovati lungo il crinale in direzione della cima di Monte Bibele.

Il più antico, del V secolo a.C., costituito da un piccolo bacino d’acqua in cui sono state rinvenute statuine in bronzo e vasi miniaturizzati, offerte devozionali del popolo etrusco nei confronti di una qualche divinità legata al culto dell’acqua.

Mentre un’area sacra di tipo celtico, ricca di offerte votive costituite da ceramica, armi in ferro e ossa animali, è stata invece trovata sulla cima di Monte Bibele. La convivenza multietnica di Monte Bibele, tra i Celti gli Etruschi ed altri popoli italici limitrofi (Liguri, Umbri), venne bruscamente terminata tra il 200 ed il 187 a.C.

               

I Romani impegnati nella conquista del territorio alle spalle di Bononia sferrarono un improvviso attacco al villaggio di Monte Bibele, che fu distrutto da un incendio causando la repentina fuga di tutti i suoi abitanti.

Tutte le suppellettili abbandonate furono coperte dalle case incenerite e sono tornate alla luce grazie ai recenti scavi archeologici.

               

Per visitare gli scavi archeologici di Monte Bibele è necessario percorrere la Provinciale Valle Idice fino all’altezza di San Benedetto del Querceto, svoltando poi in direzione Quinzano. Qui giunti è sufficiente seguire le indicazioni per l’area archeologica. L’ultimo tratto di strada che conduce alle pendici del monte é percorribile solo a piedi.

       

       

In effetti lo scavo in se stesso non offre elementi visivi di particolare interesse, le tracce riconoscibili si riducono a bassi muri di pietra e strade appena visibili, ben poco rispetto alle ridondanti testimonianze archeologiche ovunque rintracciabili in questo paese, eppure la sua suggestione non è irrilevante se si è capaci di aiutarsi con la fantasia, immaginando l'antico popolo laboriosamente affaccendato in questo angolo di paradiso eletto a propria dimora prima di soccombere al volere del tempo e alla  violenza che caratterizza il periodo, aiutati in questo dalla profondo silenzio che regna sovrano e dalla assoluta solitudine; in un momento, quello del mattino che inneggia alla rinascita e alla stessa vita.

               

Nel ridiscendere il monte a causa di segnalazioni poco chiare, ma anche per una mia disattenzione, manco completamente di visitare la necropoli situata più in alto, nel tragitto il bosco apparentemente inanimato si dota di una colonna sonora creata dagli animali in invisibile fuga al mio passaggio o in curiosa osservazione, con maggiore tempo a disposizione potrebbe essere interessante provare ad utilizzare un paio di postazioni aeree di osservazione che ho notato su di un paio di alberi ed attendere le ovvie evoluzioni, sarà per la prossima volta.

       

           

Il rientro verso casa, una volta raggiunta la paziente Multistrada in fondo al sentiero, non passa per la via più rapida ma si concede una veloce divagazione verso la zona di Monterenzio per poi ripiegare verso sud e verso casa osservando le erosioni tipiche di questo lembo di Emilia e che ritroverò spesso in altre occasioni di visita nei prossimi giorni.

               

           

       

La prima parte di questo nuovo viaggio "puzzle" è conclusa, nella attesa della realizzazione dei nuovi pezzi necessari al suo teorico completamento parcheggio la nera Ducati nel cortile di casa al termine di questa lunga mattinata per dedicarmi ad altri impegni e ad altri ... veicoli!!

               


Giorno 2: La cima del Monte Adone


Giorno 3: Il santuario di Montovolo


Giorno 4: Monte Venere