
IL CASTELLO DI TORRECHIARA
Sulle ondeggianti strade secondarie dei colli Parmigiani verso un richiamo storico ed gastronomico
IL CASTELLO DI FELINO
Il museo del salame di Felino
Dopo essere stati raggiunti da Cesare ed il suo V-strom arrivati direttamente da Milano Lasciamo Felino e percorriamo le diritte strade al limitare della pianura per raggiungere Traversetolo e poi San Polo d' Enza da dove tortuose e motociclisticamente divertenti strade ci accompagnano verso il nostro appuntamento con la storia
IL CASTELLO DI CANOSSA
La vista alle rovine del Castello si dimostra molto suggestiva, le gesta della celebre Matilde riecheggiano in ogni pietra, la storia ha segnato un passo importante, anche se non definitivo, qui, consegnando alla saggezza popolare uno dei piu' conosciuti detti: "Andare a Canossa"
Ancora curve e divertimento prima della prossima tappa, la piccole ed agile "Duchessa" (Ducati Multistrada 620) prestatami dalla Strefy, sostituisce degnamente "Castalia" ,la sorella maggiore, immobilizzata dopo un banale incidente, regalandomi intense emozioni una volta raggiunta la facile intesa.
IL CASTELLO DI ROSSENA
Raggiunta Ciano d'Enza la splendida giornata ci accompagna su di una veloce e divertente SS513 che ci conduce soddisfatti alla sosta enogastronomica della giornata in quello che diventa territorio Reggiano
|
Degnamente soddisfatta la nostra curiosita' gastronomica ci attardiamo fuori dal ristorante discorrendo del piu' e del meno al tiepido ma piacevole sole di questo pomeriggio autunnale, osserviamo cosi' le assurde evoluzioni dei tanti pseudomotociclisti che attraversano il breve rettilineo della frazione dove e' ubicato il ristorante a folle ed inutile velocita', "ogni fine settimana e' la stessa storia" dichiara tristemente il gestore del locale, sottolineando come spesso al tacere improvviso del lamento dei motori si sostituisca il lacerante suono delle sirene delle ambulanze. Come ormai accade spesso sentiamo nascere dentro di noi un rifiuto netto per questo modo di intendere la moto ormai dilangante, incompatibile con quello che per noi significa viaggiare e interagire con l'ambiente circostante pennellando i tracciati in armonia senza dovere dimostrare niente a nessuno ma solo per nostra emozione.Il sole si allunga verso l'orizzonte, le piacevoli discussioni devono essere interrotte, e' tardi ed ognuno di noi deve puntare le ruote verso casa e le giornate autunnali non durano in eterno come invece quelle estive, salutiamo cosi' Cesare che torna verso valle per dirigersi poi verso Milano. Per me e Marcello invece resta tempo per una ultima tappa dato che si trova sul nostro itinerario, molte volte osservata da molto lontano dalle sommita' appenniniche possiamo finalmente scoprire da vicino:
|
|
LA PIETRA DI BISMANTOVA
Il sole ormai morente tinge di rosso il paesaggio circostante, lasciata la Pietra percorriamo le sinuose strade pedemontane verso ovest fino a Pavullo nel Frignano e successivamente la Porrettana che ci riporta nei Toscani domini.
Arriviamo a casa a tarda sera con il tiepido buio a farci da scorta, felici, soddisfatti e, come al solito piu' ricchi, il mondo ha dei segreti in meno da celare.