Egoismo, individualismo, voglia di solitudine, in tanti modi si potrebbe definire lo stato d'animo che mi ha spinto a partire ed a regalarmi questa avventura, ma forse, in fondo, e' stata solo la voglia di vedere chi sono diventato dall'ultima volta che ho potuto parlare con me stesso per un tempo sufficientemente lungo da far si che le emozioni abbattessero la barriera che le convenzioni, e la nostra vita moderna, hanno eretto tra chi sembriamo e quello che veramente siamo......

 

DAL COL DI TENDA AL COL DELLA LOMBARDA

 

 

Sveglia alle ore 06.00, sfrutto immediatamente uno dei vantaggi del viaggio in solitaria, dormire non e' mai stata un esigenza primaria per me, il minimo necessario alla ricarica delle batterie fisiologiche e' quanto basta, di tempo ne sprechiamo già abbastanza. Poco prima delle ore 07.00 sono inserito nella noiosa A1 direzione nord e successivamente ovest verso la Liguria e il Piemonte, la giornata di fine agosto segnalata dal "bollino rosso" si rivela invece scarsamente trafficata, raggiungere l'uscita di Mondovì non richiede particolari attenzioni.

 

           

 

Superato Limone Piemonte un buco nero dentro la montagna ferma la mia corsa, una galleria non e' un valico, qualcosa non torna. Veloce informazione al bar li vicino e mi dirigo deciso verso Limone 2000 ed il vero valico.  "La strada che porta in Francia e' sterrata ma percorribile, lei che tipo di moto ha??"  Sorrido ripensando alla domanda del gestore alla quale non ho saputo che farfugliare una confusa risposta, La Multistrada non è facile da ricondurre ad una specifica tipologia di moto, certo e' che non sarà un problema affrontare l'ennesimo sterrato. A termine della strada asfaltata chiedo ancora informazioni ad una coppia su Transalp, che indicandomi lo sterrato per il valico resta perplessa sulla validità della mia cavalcatura sulla strada del Tenda, il pilota non ha avuto il coraggio di affrontarla con il Transalp....

 

           

 

       

 

Col di TENDA 1871 mt

 

           

 

       

 

Il percorso che porta al valico e la successiva discesa non e' difficile da effettuare, la strada e' dissestata e in alcuni tratti presenta profonde buche e sassi smossi, ma con guida accorta e in alcuni casi in piedi sulle pedane si scende divertiti verso valle, in alcuni casi c'e'modo di intraversare la moto con un colpetto di gas, il viaggio e' iniziato veramente , da adesso in poi conteranno solo le sensazioni e le emozioni.

 

           

 

       

 

           

 

           

 

La cittadina di Sospel inverte la pendenza, adesso inizia la risalita  al col de Brouis,  gustoso preludio al successivo colle previsto sulla tabella di marcia, paesaggisticamente non rilevante permette di concentrare  l'attenzione sulla guida e di divertire grazie alla strada tortuosa ma con pochi tornanti e all'ottimo asfalto.

 

           

 

Col de BROUIS 1002 mt

 

           

 

           

 

Cambia l'asfalto, cambia il paesaggio e cambia la conformazione stradale, la salita al col de Turini offre scorci paesaggistici interessanti a fronte di tornanti lentissimi ed asfalto a volte pessimo, ma il livello emozionale generale resta invariato, i muretti in pietra ai lati della strada spostano il pensiero indietro nel tempo.

 

           

 

           

 

Col de TURINI 1607 mt

 

           

 

           

 

Sul passo mi concedo una breve sosta, tra gli sguardi poco interessati degli altri motard presenti, il sole splende tranquillo immerso in un cielo azzurro e l'aria sembra  sussurrarmi una garanzia metereologica per i prossimi giorni. Ritemprate le disperse risorse idriche (la montagna disidrata velocemente) non resisto alla voglia di ripartire, il Desmo sembra borbottare indispettito per la breve sosta quando schiaccio il magico pulsante rosso. 

 

           

 

..... Il motociclista solitario non riscuote particolare successo tra i propri simili, la sua solitudine sembra apparire come un riconoscibile marchio , che cosa avrà mai fatto o chi sarà per essere costretto a viaggiare da solo, ma i miei pensieri probabilmente sono solo una facile risposta ad una fratellanza motociclistica sempre meno presente sulle strade del mondo.......

 

           

 

Scendo in compagnia di alcuni motard Tedeschi fino a St Martin Vesubie prima di risalire verso l'omonimo passo, la velocità e' costante, senza aggredire i rettilinei ci godiamo i raggi variabili delle infinite curve

 

           

 

       


Col de St MARTIN 1500 mt

 

           

 

           

 

           

 

Salita e discesa dal colle divertono la guida, la relativa altitudine del valico non necessità di stretti tornati per essere superata, l'asfalto si presenta in buone condizioni e il ritmo armonizza immediatamente carne e metallo

 

           

 

       

 

           

 

       

 

       

 

           

 

La frazione di Isola rappresenta la fine della breve sovrapposizione con il tour della Route des Grand Alpes svoltosi nell'estate del 2004, il bivio verso Isola 2000 mi indirizza verso il prossimo valico perfettamente segnalato sia nella direzione che nella sua apertura così come per tutti i valichi che affronterò nei prossimi giorni. La segnaletica transalpina e' semplice ed efficace.

  

           

 

           

 

Col della LOMBARDA 2351 mt

 

             

 

       

 

La salita al colle della Lombarda non lascia spazio alle riflessioni tecniche, le ombre della sera che si allungano e il paesaggio solitario che mi corre accanto impediscono di lasciare spazio a qualcosa di diverso da una intensa emozione, come in trance raggiungo il passo per respirarne avido il profumo, il silenzio mi avvolge protettivo e rilassante, serve uno sforzo sovrumano per risalire in sella e scendere verso la valle ed il rifugio per la notte.

 

 

 

Il viaggio in solitaria permette alle emozioni di sublimare in pensieri che velocemente evaporano sotto i tiepidi raggi solari e si dissolvono sulle alte vette carezzate dal vento, la loro effimera presenza deve essere immediatamente concretizzata, il non vergarne l’essenza su di un foglio di carta significa perderle per sempre, la loro intensità non permette al nostro cervello di impedire che la successiva cancelli la precedente per prenderne il posto in assoluta completezza .

 

       

 

       

 

       

 

       

 

           

 

Il riempimento del serbatoio in preoccupante riserva mi permette di raccogliere informazioni sui potenziali alberghi sulla strada che porta verso il colle della Maddalena, Pietraporzio e il "Regina delle Alpi" sono il definitivo responso dell'informato e gentile benzinaio. L'hotel risponderà in pieno alle aspettative, accogliente ed economico, mi permetterà di recuperare energie in vista della impegnativa giornata di domani.

 

VINADIO

 

       

 

PIETRAPORZIO

 

37,5 cl di vino rosso “Dolcetto d’Alba” sono quanto basta a dare il colpo finale alle mie residue riserve di energia, per fortuna una tazzina di caffe’ mi regala un bonus suppletivo che sfrutto per percorrere le deserte strade della piccola frazione e scattare qualche foto.

 

       

 

       

 

.....Mi rendo conto di viaggiare dentro un macrocosmo che poco ha a che vedere con il microcosmo nel quale vivono i miei occasionali compagni di alloggio, i miei 1000 chilometri di strada percorsi in tre giorni sono lontani anni luce dalla loro lenta e maniacale esplorazione delle amate zone montane che hanno deciso di comprendere a fondo. Ma allora che senso ha il mio viaggiare?? Quale è la differenza??, perché impegnarsi nella conoscenza “rettilinea” ,quella conoscenza cioè che prende in considerazione solo quanto appare ai lati del nostro motociclistico incedere, invece di concentrarsi in una esplorazione progressiva a “tappeto” del territorio??  Forse e’ proprio la consapevolezza delle nostra umana limitazione a spingerci sempre oltre nella speranza di riuscire a comprendere quanto più possibile del mondo nella volontà di costruire una impalcatura culturale sempre più alta ma poco solida nelle sue fondamenta, a causa della nostra limitata escursione vitale la solidità richiederebbe il sacrificio dell’altezza.......

 

Nel letto, poco prima di cedere alle lusinghe di Morfeo, penso a quanti paesaggi, chilometri e strade, dalla veloce autostrada allo sterrato del Col di Tenda ho percorso nella giornata odierna e come, 12 ore di moto unite a quasi 700 chilometri di itinerario non abbiamo affaticato il fisico se non nella giusta reazione dovuta alla partenza mattiniera, non vedo l’ora sia domani, il percorso ipotizzato non prevede autostrada.