Il vento, fuori dalle finestre, ha spazzato via la consistente presenza estiva, la densa afa fugge davanti alla volontà di Eolo, liberando dalla tremula coltre biancastra  i colori dell’estate. La natura rigogliosa del mese di luglio abbraccia gentile, senza un rancore che potrebbe apparire giusto, gli sparsi manufatti che la storia e la cultura umana le hanno imposto, il cielo azzurro contrasta il verde dei colli creando una immagine che se stampata apparirebbe troppo satura nei colori per essere reale. E’ l’ennesimo regalo di una estate delicata e tendenzialmente fresca, vanitosa musa che non ama nascondersi dietro le trasparenti vesti adottate dalle sue precedenti sorelle, ansiosa di essere ammirata.

 

           

 

Osservare tanta maestosa bellezza provoca in me un brivido di freddo sudore, una inarrestabile impazienza scuote il mio essere, il richiamo di sottile erotismo esercitato dalle nude membra della Dea non consente replica alla inutile volontà umana, sollevato dalle umane e ininfluenti incombenze abbandono il grigiore della stanze deputate alla creazione di una parvenza di scopo esistenziale per raggiungere le mie personali sirene .

       

Sono continui i brividi di eccitazione che attraversano il mio corpo durante il viaggio verso quella che rappresenta una delle più emozionanti espressioni del lavoro coniugato tra  natura e intervento umano e frequenti sono le soste per ammirare rapito un paesaggio talmente mutevole nel tempo che non cesserà mai di stupirmi nonostante i decenni trascorsi nel suo apprezzamento, dal giorno in cui, giovincello, ho capito che la comprensione dei paesi lontani non poteva trascendere dalla conoscenza delle terre natie.

           

       

La Lauretana è un tortuoso corridoio che guida il visitatore attraverso una suggestiva pinacoteca colma di opere d'arte, tentare di imprimere la bellezza delle opere esposte nella memoria della reflex digitale e' impossibile, il risultato sarà sempre e solo un piatto simulacro utile solo per redigere un catalogo.

La visita di questo incredibile museo non può essere sostituita in nessun modo, il tiepido sospiro vitale e la apparente immutabilità del paesaggio  avvolgono il visitatore donando lui gli strumenti necessari alla comprensione del tutto, le Crete Senesi non si nascondono alle sensazioni di chi le osserva,

       

           

Invidio per un attimo la brezza che mi bacia il volto, gioiosa corre sui colli accarezzando le spighe di grano, gioca tra i merli delle torri lontane rincorrendo gli ultimi raggi di un sole morente che scivola lento dietro le ondulazioni forgiate dal sudore della fronte e dal lavoro di generazioni

           

       

       

       

           

Il rosso disco solare scivola veloce dietro i colli, alla scomparsa dell'ultimo denso raggio di luce, abbandonato dall'ultima calda carezza mentre le ombre della sera prendono veloci il sopravvento, per una infinitesimale frazione di secondo le ataviche paure dell'uomo attraversano, facendole vacillare, le mie convinzioni:

il buio stà per coprire il tutto, sono solo, lontano da casa, dal mio rifugio, la mia caverna, la mia gente.......

       

           

Un tiepido e delicato abbraccio mi avvolge improvviso, il sospiro estivo delle Crete mi avvolge in una sicura e confortante placenta, le tenebre non appaiono più nemiche, l'occhio benevolo della splendida luna piena veglia su di me rassicurante, il mio cammino non sarà illuminato dal solo faro della mia moto.

       

       

       

 

 

La pace ed il profondo silenzio che avvolgono la abbazia di Monte Oliveto Maggiore le conferiscono un alone mistico difficilmente riconoscibile in altri momenti della giornata, un cielo sfumato in un profondo blu notte fa da cornice alla bellezza del luogo.

Unico fortunato visitatore mi illudo per un attimo di godere di una speciale considerazione ma e' solo l'avversione della la maggior parte dei turisti alle visite notturne fuori dai maggiori centri abitati a consentire la suggestiva visita

       

       

Le tenebre tentano una inutile lotta contro la argentea luce, la volta celeste, punteggiata dalle poche fulgide stelle in grado di tenere testa alla vanitosa dea, e la campagna risplendono di naturale bagliore distraendo il mio sguardo dal nero manto stradale sul quale trotta sicura sotto di me una indistinguibile sagoma nera.

Quasi conscia della mia scarsa concentrazione nella guida Maia pennella sicura le strade a lei molto famigliari per ricondurmi attraverso i silenti colli del Chianti fino al mio rifugio a notte ormai fonda, non prima di avere dedicato qualche lungo minuto alla osservazione della maestosità del panorama ed alla sua immobilità turbata raramente da un inesistente e sacrilego traffico

           

       

Non credo che questa escursione in notturna sarà l' ultima, le emozioni provate sono state intense grazie al particolare contesto di solitudine e di raccoglimento che queste zone possono offrire in queste particolari ore, mentre mi preparo al recupero della mortali energie penso già al prossimo itinerario.

Fuori, una luna sorniona sembra quasi sorridere, mi attende al nostro prossimo appuntamento.

 

Testo e foto di Gabriele "freevax"
Copyright © 2011 [I viaggi di Freevax]. Tutti i diritti riservati.

Vietata la riproduzione anche parziale del testo
Ultimo aggiornamento: 01-07-13.