IL MIO NOME E'..........
Grigio, tutto intorno a me e’ grigio, l’aria puzza, e’ quasi irrespirabile, in
centinaia ammorbano l’atmosfera inutilmente in coda, quotidianamente rassegnati,
uguali nelle loro espressioni assenti, persi nella loro routine….. provo un
brivido di paura mista a sgomento, i sensi sono all’erta, al massimo, nella loro
rassegnazione sono pericolosi, disattenti, incapaci di capire il potenziale
danno che la loro superficialita’ puo’ provocare, diventano rabbiosi quando
messi di fronte al fatto compiuto, irrazionali, nervosi, quasi alieni…..
Eravamo tanti prima che le condizioni di questa grigia giungla diventassero
insostenibili, adesso i pochi sopravvissuti attraversano velocemente questi
luoghi, nervosamente, rabbiosamente, ruggire contro gli attacchi accennare una
reazione per poi fuggire di fronte alla incoerente reazione dell’aggressore…
fuggire, abbiamo rinunciato anche alla dignita’, non siamo accettati, siamo
odiati, siamo fuori dagli schemi, siamo diversi…ci attaccano, alcuni di noi sono
diventati come loro, irrazionali rabbiosi e si fanno usare, alimentano la
rabbia, il rancore, sono come noi, come me, ma contemporaneamente non sono come
me, come noi, hanno lo sguardo sempre basso sempre rabbiosi, urlano il loro is
terismo
mentre corrono, sempre, incapaci di capire, di vedere, di rallentare, corrono
senza meta, invadono le nostre terre, senza senso, senza scopo…..
follia….dolore…..paura……
Una nuova specie ha preso il nostro posto, simili ma diversi, incredibilmente
diversi, ci ignorano per lo piu’, a volte ci guardano compassionevoli, poche
volte si spingono fuori dai tristi confini, poche volte li ho visti trottare
nelle nostre lande, non parlano la nostra stessa lingua, non capisco quello che
dicono, quello che cercano…….
Non ho mai provato il dolore, sono giovane, ma l’ho incontrato, troppe volte
l’ho visto sdraiato sul freddo asfalto, troppe volte l’ho sentito urlato al
cielo, troppe volte per colpe che non abbiamo che non avevamo………. tante volte ho
provato ad immaginarlo, l’ho sentito “dentro”, e ancora di piu’ odio questo
grigio, odio questo formicaio dove si dibattono inutilmente alla ricerca di una
risposta che e’ davanti ai loro occhi, ma che non vogliono vedere…..felicita’ ,
mi chiedo quanti lo siano veramente, quanti possono decidere di fare quello che
sentono dentro, quello che veramente vorrebbero essere, lontano dal fetore di
questi luoghi, lontano dal lungo verme che ogni giorno li avviluppa tra le sue
lente spire……ma forse mi sbaglio, sbaglio nel pensare che questa realta’ a me
aliena non sia invece la loro giusta realta’…..ancora un brivido di paura, piu’
forte….il sole si avvia al tramonto grigio disco nella perenne foschia.
Corro veloce, attenta a tutto cio’ che mi circonda, fuori, non anelo altro che
ad uscire, ho bisogno del mio mondo, ho bisogno di respirare, ho bisogno di
emozioni, non mi abituero’ mai, spesso, troppo spesso percorro questi luoghi, ma
non sono casa, io non sono cosi….. un breve ruggito mi sale in gola, le luci
della citta’ si diradano, posso correre ancora piu’ veloce, il pericolo e’
minore, ma i sensi restano al massimo, la strada inizia a salire, il cielo
acquista colori naturali, il blu profondo dell’infinito si stempera piano nel
tenue azzurro dell’orizzonte, il sole appena tramontato accende di colori forti
le poche placide nuvole, pennellate di rosa contornano il soffice bianco.
La foschia si dirada sempre piu’, adesso respiro, l’aria frizzante di fine
inverno mi solletica il naso, i profumi della natura pronta al risveglio dal
lungo letargo mi riempiono i polmoni, ruggisco mentre corro, veloce, sicura, la
mia innata ed istintiva agilita’ si si sgranchisce sulle le prime ondulazioni
della strada che cessa di essere un monotono rettilineo mentre gioiosa si
avviluppa alle verdi colline, adesso e’ casa!
Adesso posso correre felice, respirare, provare emozioni, guardare, conoscere,
crescere, posso godere ogni volta di emozioni diverse, perche ogni volta i
colori sono diversi perche’ ogni volta i profumi sono diversi, perche’ le
stagioni non sono mai uguali, perche’ io non sono mai la stessa, perche’ ogni
volta sono qualcosa di piu’, perche ogni volta comprendo qualcosa di piu’,
perche sono quello che desidero.
Destra sinistra, ancora e ancora, mi aggrappo all’asfalto con forza, ogni curva
e’ parte di me, ogni
cambio di direzione e’gioia per me, leggera, possente ma mai rabbiosa,
giocosa e felice, allungo, rallento, accelero improvvisamente, scatto in uno zig
zag continuo, una due tre volte, io sono questo, io non voglio essere altro che
questo, non voglio diventare nient’ altro, regina fanciulla di questi deserti
luoghi, dove i verdi boschi abbracciano la strada in un frenetico ballo, dove la
terra fradicia dopo un acquazzone riempe l’aria di meravigliosi profumi, dove il
sole tramonta rossa palla di fuoco mentre la eterea luna si prepara a diffondere
la sua delicata luce sui colli, magico momento in cui tutto sembra fermarsi in
rispettoso silenzio, un altro giorno, un'altra storia……..
Piano, adesso trotto tranquilla, le mie paure sono lontane, i miei timori
placati, osservo tutto intorno a me assorta nella mia consapevolezza, i mie
pensieri corrono veloci indipendenti…..le ombre si fanno sempre piu’ vicine, il
sole e’ sparito all’orizzonte, il freddo accoglie nel suo gelido abbraccio i
giovani verdi virgulti dei campi…. Mi sveglio dal mio torpore, il gelido
amico tocca le
mie membra ma non e’ piu’ lo stesso di qualche giorno fa’, adesso sa’ di nuovo,
di diverso, sa’ di primavera, una scossa attraversa il mio essere, il risveglio
e’ vicino, sento la natura muoversi intorno a me, le tenebre stanno per sparire,
un nuovo ciclo e’ al suo inizio, una nuova stagione sta’ per nascere, ci saranno
nuove emozioni, ci saranno nuovi luoghi, nuove strade, nuovi amici con cui
correre felici, ebbra di questa felicita’ corro felice verso la mia tana,
ruggisco fiera e raggiante in ogni curva che abbraccio, ogni parte di me “vibra”
in sintonia con tutto il mio essere ogni volta che le mie possenti capacita’ mi
spingono fuori dalle sinuose tortuosita’ …. Ogni volta che mi spingono fuori dal
rancido grigio della valle…..
Adesso sono in tana, un ultimo breve sommesso ruggito, e’il momento del riposo,
domani sara’ ancora tempo di escursioni in valle ma poi il cielo azzurro
prendera’ di nuovo il posto della grigia foschia…ma forse e’ meglio cosi’…..
forse il bello non puo’ fare a meno del brutto, forse la primavera non sboccia
senza la fredda contrapposizione dell’inverno, forse la luce non splende senza
la consapevolezza del buio, forse la vita non cresce senza la gelida coscienza
della morte……..un lampo di consapevolezza mi attraversa prima dell’oblio mentre
il nero della mia pelle scompare mimetico nelle tenebre che mi avvolgono
progressivamente, io sono… ho un nome……. ……..il mio nome e’ … Castalia!!!!
Testo e foto di Gabriele "freevax"
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Ultimo aggiornamento:
18-11-11.