Itinerari Toscana - Il Chianti: Il Monastero di badia a Passignano

 

 

 

Il monastero di Passignano, fondato da un certo Sichelmo (anno 890), fu tra i primi ad accogliere (nella prima metà del sec. XI)  la riforma monastica di Vallombrosa promossa da S. Giovanni Gualberto, divenendo la punta di diamante nella lotta contro la simonia, lotta che nel suo aspetto politico sfociava nella lotta contro l’Impero e consolidava l’autonomia e libertà dei Comuni.  

Diverse sono le vicende nelle quali si vede protagonista il monastero di Passignano, ricco di storia, cultura, arte e soprattutto spiritualità. 

Nel corso dei secoli il monastero fiorì di abbondanti e sante vocazioni, tutto sembrava destinato a permanere lungo i secoli; ma il 10 di 0ttobre 1810 venne disciolta la Congregazione vallombrosana, e anche  la Badia di Passignano venne soppressa. Il 9 dicembre 1825 fu ricostituita la comunità con tre sacerdoti e alcuni fratelli conversi. Solamente nel 1858 fu possibile ridare all’antica Abbazia un abate e una comunità più numerosa.

 

       

La vita della comunità durò poco; nel 1866, con una nuova soppressione di tutti gli ordini religiosi, il governo regio italiano incamerò tutta la proprietà della Badia compreso lo stesso monastero, assegnandone una piccola parte ai monaci lasciati in custodia della chiesa e della parrocchia. Il 7 ottobre 1870, la Badia di Passignano e la sua proprietà (39 poderi, con estensione complessiva — compresi i boschi — di 1264 ettari di terreno), non sapendo il governo come utilizzarla venne messa all’asta e venduta. Nel 1875 i pochi monaci rimasti si trasferirono nell’attuale canonica, a fianco della chiesa, fatta costruire sopra un vecchio fabbricato dagli stessi proprietari della Badia. Nel sec. XX vari proprietari si sono susseguiti nella complessa tenuta di Passignano e la sua Badia, che è rimasta così per centoventi anni quasi nascosta e silenziosa, dopo secoli di movimentate vicende storiche.

       

Il 10 ottobre 1986, nuova data storica per Badia a Passignano: i Monaci Benedettini della Congregazione vallombrosana, convenuti da vari monasteri con l’Abate Generale della Congregazione, presenti il Cardinale Arcivescovo di Firenze e il Vescovo di Fiesole (alla cui diocesi appartiene), presenti anche alcuni amici dei monaci che avevano desiderato questo momento, compresi i pochi abitanti di Badia rimasti in zona, dopo una solenne Concelebrazione, portando processionalmente il prezioso reliquiario di S. Giovanni Gualberto, cantando il «Te Deum» di ringraziamento sono rientrati per prenderne possesso, nel chiostro della Badia. Il Cardinale ha impartito la benedizione a indicare alla piccola comunità nascente l’inizio di un nuovo cammino per la Badia S. Michele di Passignano.

 

I dintorni della badia: