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IL CASTELLO DI BROLIO

 

       

       

       

Il castello, di origine alto medievale, posto sul confine tra i comuni di Gaiole e Castelnuovo Berardenga, fu rimaneggiato all'inizio del XIX secolo. Il toponimo, derivante dal termine longobardo "Brolo", significava uno spazio verde chiuso. Appartenuto da sempre alla famiglia Ricasoli, ebbe la funzione d'avamposto guelfo contro Siena subendo numerose distruzioni. Durante il dominio mediceo, il castello fu trasformato e munito di bastioni e torri di vedetta, su progetto di Giuliano da Sangallo. Dopo la conquista di Siena fu convertito in una prestigiosa residenza signorile dalla famiglia Ricasoli.

 
 

Nel 1835 il barone Bettino Ricasoli incaricò l'architetto Marchetti di modificare il castello secondo il gusto del revival gotico, movimento romantico originato in Inghilterra. Questo fu trasformato da antica fortezza in maniero inglese, utilizzando il mattone come materiale principale, aprendo finestre in stile Tudor e inserendo torrette merlate estranee all'architettura locale. Del castello vero e proprio si riconosce, come originale, soltanto il basamento del cassero, risalente ai primi anni del mille, mentre le mura ben conservate sono tipiche dell'architettura medievale rinascimentale.

           

Cappella di San Jacopo nel Castello di Brolio

       

Rinnovata nel 1867-1869, ha la facciata a capanna preceduta da una doppia scala in pietra; la lunetta del portale è ornata da un mosaico raffigurante il santo titolare. A destra dell'ingresso, l'iscrizione che ricorda la fondazione nel 1348. L'interno, con cripta ove sono sepolti i membri della famiglia Ricasoli, presenta una navata divisa in tre campate voltate a crociera. La zona dell'altare è ornata di mosaici con l' "Annunciazione" e due "Storie di Cristo" della bottega veneziana di Augusto Castellani (1878), seguendo i bozzetti di Alessandro Franchi ancora conservati nel castello, dove è custodito anche il polittico trecentesco di Ugolino di Nerio con la "Madonna col Bambino tra i Santi Pietro, Paolo, Giovanni Battista e Giovanni Evangelista".

           

Le varie epoche sono facilmente distinguibili grazie al diverso uso dell'antico materiale costruttivo, la pietra serena, e il mattone.

           

Anche nella sistemazione del verde di Brolio, così come nell'architettura del complesso, si distinguono due zone d'epoca diversa: il giardino cinquecentesco all'italiana, con siepi di bosso e vialetti e il parco romantico ottocentesco, voluto dal botanico Simone Ricasoli. Questi fece piantare, attorno al castello, varie essenze botaniche d'importazione,  tra le quali alcuni esemplari d'abete che oggi hanno raggiunto l'altezza di 30-40 metri

 

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IL CASTELLO DI TORNANO

 

Abbandonato il Castello di Brolio,  sulla strada del ritorno percorrendo la SS408 resta il tempo per visitare anche il Castello di Tornano, restaurato maniero destinato ad un utilizzo turistico, prima del tramonto e del inevitabile avvento delle tenebre atteso dondolandosi sui famigliari rilievi del Chianti