L'EROICA - SULLE STRADE STERRATE DEL MITO (TOSCANA-CHIANTI)

 

 

* E’ sicuramente riconducibile al nome altisonante ed evocativo con il quale si identifica, il successo che questo tracciato, che si snoda nel cuore della Toscana, sta riscuotendo ultimamente  tra le varie tipologie di turismo.

In effetti quanto questa definizione richiama alla mente non risulta valido per ogni tipo di mezzo con il quale si affronta, il tipo di tracciato non risulta particolarmente impegnativo se percorso su mezzi a motore tranne che per la discreta quantità di polvere che si accumula sui tratti sterrati particolarmente fastidiosa se in sella alle nostre moto, la denominazione si rivela appropriata  solo se questo tracciato si percorre sempre con due ruote ma mosse solo dalla forza umana.

L’Eroica (ri)nasce alcuni anni fa con l’intento di ricreare le condizioni passate con le quali si affrontavano le gare ciclistiche e che prevedevano il transito su strade per lo più sterrate con biciclette per le quali il termine “tecnologiche” risulterebbe sicuramente inadeguato.

La Toscana, grazie alla presenza di numerose strade ancora non asfaltate ma sicuramente percorribili, ben si presta a tale tipologia di rievocazione che va in scena una volta l’anno nel mese di ottobre, quattro le distanze percorribili in funzione delle proprie possibilità, con l’obbligo inderogabile di utilizzare biciclette storiche rispondenti a determinati requisiti e costruite prima del 1987.

Dei quattro percorsi quello che sicuramente identifica la gara è quello di 209 km, il più lungo, che si snoda attraversandole tra alcune delle zone più belle della Toscana: Chianti, Val di Merse, Valdorcia, Crete Senesi, spesso al cospetto nel suo itinerario delle mura merlate della città di Siena, sono i territori oltrepassati dal tracciato e degli Eroici ciclisti che, per ultimarlo, partono con il mattino che ancora si deve manifestare per poi tagliare il traguardo quando la notte ha già preso possesso del cielo.

Mangiando tonnellate di polvere sudando su pesanti biciclette ormai retaggio di un lontano passato e che, probabilmente, pochi dei moderni ciclisti vorrebbero tornare ad utilizzare, Eroici, senza tema di smentita.

E’ immediatamente evidente che tutto ciò nulla ha a che vedere con chi, come noi, lo stesso percorso lo effettua in sella a moderne moto anche se non proprio dedicate all’utilizzo off, gli sterrati che contraddistinguono oltre il 50% del tracciato sono compatti e percorribili con praticamente qualsiasi mezzo.

 

 

Certo, la differenza tra divertirsi e soffrire potrebbe risultare subito evidente utilizzando moto che rifiutano categoricamente lo sconnesso, qualunque esso sia, ma spesso è la determinazione del pilota a fare la differenza, non il mezzo.

Non solo.

Rimossa immediatamente la componente mitica relativa all’eroismo resta aperta quindi la questione principale: perché seguirne il percorso mangiando tonnellate di polvere???

 

 

La risposta è semplice e subito visibile percorsi i primi chilometri, la componente paesaggistica unita ad un piacevole retrogusto di selvatico è assolutamente unica e suggestiva, soprattutto se il tracciato è affrontato in determinati periodi stagionali e in contesti climatici quasi perfetti e se il tutto è unito ad una predominante sensazione di solitudine e di tranquillità anche in periodi nevralgici dal punto di vista turistico, la Toscana offre già molto senza il bisogno di impolverare moto o auto, quindi perché dannarsi???

Praticamente tutto quello di cui abbiamo potuto godere in questo sabato pasquale di Aprile nonostante le poco stimolanti previsioni meteo che hanno contraddistinto i giorni immediatamente precedenti e nonostante gli svariati milioni di turisti in viaggio sulle strade Italiane.

 

 

Anche se si utilizzano moderne cavalcature a motore è buona norma non sottovalutare il percorso dal punto di vista della lunghezza, 209 chilometri sono una inezia in condizioni normali ma dato che lo sterrato, pur compatto, rallenta molto e le soste in sognante ammirazione (o per fotografica passione) potrebbero essere molte (senza contare le soste enogastronomiche) meglio prevedere una partenza mattiniera per essere sicuri di portare a termine l’impresa senza troppi affanni.

Più o meno verso le ore 9,30, l’orario in cui, serbatoi pieni, da Gaiole in Chianti prende ufficialmente il via la nostra avventura; sotto un cielo azzurro chiazzato di innocue nuvole ma immersi in una aria poco primaverile.

Abbandonata la SS408 è compito del Castello di Brolio segnare l’inizio della variabile sterrata del percorso, superate le guglie del castello dei Ricasoli la strada bianca ci accompagna per alcuni chilometri prima di tornare asfaltata e ricongiungersi poco prima di Pianella con la stessa SS408.

 

 

Immediate le suggestioni paesaggistiche regalateci dai verdi prati spesso punteggiati di intenso giallo a contrasto con il cielo azzurro, il maltempo dei giorni precedenti ci ha inoltre regalato un aria tersa come poche volte è stato possibile osservare, grazie a questa condizione l’occhio è libero di correre lontano verso l’orizzonte senza incontrare ostacoli, lo stesso panorama più a noi prossimo risulta straordinariamente nitido e tridimensionale.

 

 

Straordinariamente visibili anche gli ondeggiamenti collinari che si perdono apparentemente infiniti all’orizzonte, normalmente confusi dalla sporcizia e dalla umidità presenti nella atmosfera, la stessa città di Siena risulta perfettamente visibile e lo sarà per buona parte del viaggio lungo l’otto che l’Eroica disegna nel suo percorso.

Il Località Pianella il tracciato si incrocia, verso sinistra è quello di andata (il nostro) verso destra quello di ritorno (che affronteremo molto più tardi) il tutto perfettamente evidenziato da una segnaletica ineccepibile che rende possibile la percorrenza del tracciato anche senza conoscerne la mappa o averne una al seguito, solo in un caso presso Montalcino sarà rilevata la mancanza di una segnalazione.

 

 

Un altro breve tratto sterrato ci introduce al cospetto della città del Palio osservabile dalle colline immediatamente circostanti, dalla quale poi ci allontaniamo affrontando gli infiniti sterrati della Val di Merse in uno dei tratti più suggestivi dell’Eroica per descrivere il quale sicuramente le immagini valgono più di tante parole.

 

 

    

 

 

Si tira il fiato intorno a Murlo con qualche tratto asfaltato divertente dal punto di vista della guida e di nuovo si torna al alzare la polvere in località Piana, dove tra l’altro il percorso breve inizia la fase di ritorno, per noi che seguiamo quello lungo un successivo tratto asfaltato segna l’inizio del lungo sterrato che aggira il territorio del Brunello prima di puntare da sud verso la capitale, Montalcino; Il percorso si snoda in una serie di saliscendi immersi nel bosco e tra filari di cipressi decisamente divertenti, anche se le gommature stradali della Multistrada tendono ogni tanto a perdere mordente è difficile non cedere alla tentazione di percorrere le curve nei tratti in salita disegnando gustose derapate di potenza.

 

 

Sicuramente diverso il discorso per chi in sella a Gs e LC8 può contare su gommature un po’ più adatte al contesto.

 

 

Già indiscutibilmente impolverati ci concediamo una breve visita ad una Montalcino non eccessivamente affollata, le temperature intanto raggiungono valori decisamente piacevoli anche se le imbottiture delle nostre giacche restano inderogabilmente al loro posto.

 

 

 

Il tratto asfaltato che Montalcino punta verso Nord si trasforma di nuovo in sterrato dirigendosi verso est ed il borgo di Torrenieri che sancisce l’inizio della Valdorcia.

 

 

L’ora abbastanza tarda esalta i morsi della fame ma la prevista tappa rifocillante viene cancellata dalla arroganza e la indisponenza della gestrice della struttura preventivamente individuata; incapaci di accettare tali comportamenti, come nostro uso e costume, ci rimettiamo in viaggio affrontando lo sterrato che piega verso ovest e la SS2 Cassia che incroceremo nei pressi di Buoncovento.

 

 

Sosta questa che ci permetterà anche di placare i morsi della fame grazie alla osteria “La via di Mezzo”, situata nel centro storico di Buonconvento,che nonostante la cucina già chiusa molto gentilmente ci prepara un paio di piatti gustosi a base di affettati e formaggi innaffiati da del buon vino.

Rinfrancati nel corpo, oltre che nell’anima, ci rimettiamo in viaggio dato che il tempo è tiranno e di chilometri ancora ne restano ancora molti da percorrere, almeno secondo i parametri filosofici dell’Eroica, ai quali ci rendiamo conto di esserci in parte adeguati nonostante gli apparentemente inadatti mezzi.

 

 

 

Un altro breve tratto sterrato circumnaviga ad ovest parte della Cassia (toccando la località di Piana dove i percorsi si dividevano) che successivamente percorreremo fino al bivio per Casale, poco prima di Lucignano d’Arbia, da dove prende il via lo sterrato che dirige verso Asciano e ci immette al cospetto delle seducenti erosioni delle Crete Senesi che diventano maggiormente suggestive nel tratto bianco che da Asciano porta verso Castelnuovo Berardenga, da noi percorso in senso inverso durante il raduno di Pasqua del 2009.

 

 

 

Si guida e si tira di nuovo il fiato nel tratto asfaltato che da Castelnuovo porta fino a Pianella dove stavolta seguiamo le indicazioni per il ritorno imboccando la strada bianca che taglia il cuore del Chianti e dirige decisa anche se tremolante verso Vagliagli.

 

 

Foto di rito a Vagliagli oltre alla visione nitida, anche se lontana, della città di Siena a ulteriore dimostrazione della giornata meravigliosamente limpida e nuovo tratto sterrato mentre le ombre della sera iniziano al allungarsi minacciose, ma il nostro emozionante viaggio è ormai agli sgoccioli e le tempistiche risultano ampiamente rispettate.

 

 

A S. Giusto in Salcio abbandoniamo definitivamente le strade bianche, il tracciato ne prevede una ulteriore che da Vertine riporta a Gaiole, ma dato che la nostra meta è Cavriglia situata sulla SS408 preferiamo godere piacevolmente della lunga ed accattivante sinuosità asfaltata che la raggiunge utilizzando al meglio le doti stradali della nostre compagne meccaniche.

 

 

Raggiungiamo i ricoveri alle ore 18,45, circa nove ore dopo la nostra partenza, in tempo per concedersi una lunga doccia e prepararsi per la serata, stanchi (perché comunque lo sterrato impegna) ma incredibilmente soddisfatti per la giornata appena trascorsa che ha sputo regalare emozioni nuove e nuovi scorci paesaggistici anche a chi, indigeno, pensava di non potersi più sorprendere.

Un pensiero ed un omaggio, breve ma intenso, al coraggio di chi in sella ad una pesante bici sarebbe arrivato al traguardo molto ma molto più tardi, stanco più di noi ma di certo anche Eroicamente più soddisfatto.

 http://www.eroica-ciclismo.it/italiano/home.asp

 

Gabriele [freevax]

gabriele@biomototurismo.it