La strada riveste, nell'universo del viaggiatore che considera la meta solo come il pretesto per un viaggio, una straordinaria importanza; è quella striscia di asfalto (o di sterrato) che consente a chi viaggia di spostarsi per il mondo e di osservarne le meraviglie percorrendone le sinuosità spesso emozionanti come il paesaggio che le scorta.

Ma non esiste solo un tipo di strada ovviamente, la lista delle tipologie riscontrabili è lunga e lo è ancor di più se fatta a livello personale invece che generale, in una classifica di importanza stilata in base alle proprie esigenze di viaggiatori e alle proprie modalità di spostamento.

Di questa lunga lista fanno parte le strade che rivestono notevole importanza nell'immaginario collettivo motociclistico, strade che risultano assolutamente imperdibili per chi fa del mezzo a due ruote il modo principale per viaggiare, strade che regalano divertimento per la guida, strade che emozionano la vista e strade ci sono entrate direttamente nel cuore per mille svariati motivi, etc. etc.

Poi, in numero decisamente ridotto, ci sono strade che di diritto entrano nel mito sopratutto quando tutto ciò che di emozionante sono in grado di regalare è patrimonio di chiunque ne affronti la estensione a prescindere dal mezzo con cui lo si fa sia esso a due ruote motorizzate o no, oppure a quattro e più ruote; universalmente riconosciute nella loro straordinarietà spesso si confondono tra decine di altre note ai più per motivazioni meno incisive ma che per vari motivi risultano parimenti significative, una forzata parità che si scioglie come neve la sole nel momento in cui ci si trova finalmente a percorrere le suggestive strade e ci si rende finalmente conto del loro effettivo valore; mentre a bocca aperta ne osserviamo il panorama e i brividi di emozionante piacere percorrono la nostra schiena.

Grossglockner Hochalpenstrasse

 

Una tra le più belle e famose di queste mitiche strade è senza alcun dubbio riconoscibile nella Austriaca Grossglockner Hochalpenstrasse, un concentrato di emozioni equamente distribuito tra lo straordinario panorama e il piacere di guida regalato dalle tortuosità del nastro di asfalto situato in Carinzia non lontano dal confine con la nostra nazione che si srotola al cospetto dei 3798 mt della vetta più alta d'Austria, il Grossglockner appunto.

La Grossglockner Hochalpenstrasse con i suoi circa 50 km di lunghezza ed i 36 tornanti sparsi tra un numero ben più elevato di curve  è una strada a pedaggio (come molte delle strade panoramiche austriache) che supera la catena montuosa degli Alti Tauri comprendente le più alte e maestose montagne dell’Austria.

 

 

La suggestiva via, situata poco a nord del nostro Friuli, è ufficialmente compresa tra le piccole cittadine di Fusch (805 mt) ed Heiligenblut (1300 mt) anche se la strada prosegue oltre raggiungendo le cittadine di Zell am See a nord e Lienz a sud; nella sua estensione risale in un crescendo emozionante fino ai 2503 mt dell’ Hochtor Pass consentendo a chi la percorre di passare in pochi chilometri dai verdi paesaggi tipici della bassa montagna al gelido scintillare dei ghiacciai eterni.

 

 

Un contesto a dir poco unico.

Sono quindi molti i parametri di soddisfazione che si possono ritrovare nella  Grossglockner Hochalpenstrasse e che fanno si che la sua “conquista” sia ambita da diverse categorie di turisti ad iniziare dalla tortuosità stessa della strada e dalla altitudine del suo valico, ma è certamente indiscutibile  che sia il paesaggio che scorta il meravigliato viaggiatore a rivestire fondamentale importanza nella magnificazione di questa via alpina. 

 

 

Impossibile restare impassibili quando, al diradare della vegetazione la cime prima solo parzialmente visibili si manifestano in tutta la loro imponenza adornate di azzurrati ghiacci, eterni custodi di un paesaggio mozzafiato praticamente impossibile da descrivere.

Impossibile non provare brividi di pura emozione osservando i brulli fianchi delle montagne in estate modestamente rivestiti di un leggero strato di verde, solcati da impetuosi torrenti che si gettano incoscienti nel vuoto dalle pareti a picco per poi rilassarsi temporaneamente quando la pendenza si modera; impossibile restare indifferenti mentre la strada sale sempre di più verso l’alto e si osservano quelli che prima sembravano invalicabili picchi stendersi sotto di noi, intanto il cielo diventa sempre più azzurro e l’aria più frizzante…

 

 

Difficile in questo contesto unico scegliere tra guida e paesaggio ma l’andatura rallenta e la concentrazione dalla guida si sposta altrove…. Meraviglia, infinita meraviglia.

 

 

Ma il Mito almeno per quanto riguarda i motociclisti non è solo merito della strada e del favoloso panorama naturale che la circonda, da sempre ma in maniera più concreta ad iniziare dai primi anni del secolo in corso, la gestione del parco ha lavorato per offrire il massimo agli utenti a due ruote con il dichiarato scopo di voler diventare il passo numero 1 nelle preferenze dei centauri.  

 

Panoramiche dalla Punta Edelweiss

(Edelweißspitze)

 

 

 

Un intento concreto e ben visibile nelle varie aree riservate ai motociclisti e alla attenzione che a loro viene riservata, attenzione che trova la sua massima espressione nel Biker Point presente ai 2571 mt della punta Edelweiss, suggestiva piazzola panoramica raggiungibile percorrendo il primitivo acciottolato e dalla quale si gode una vista mozzafiato sulle ardite vette degli Alti Tauri che si affacciano sulla strada e anche oltre.

 

 

Ma quello che la Grossglockner Hochalpenstrasse può offrire, e che sarebbe già sufficiente per soddisfare le più difficili esigenze, non si limita ai “soli” paesaggi e al classico valico di alta quota, essa è in grado di offrire molto ma molto di più…..

 

Kaiser Franz Josefs Hohe

 

Sul versante sud del massiccio montano nel tratto di strada che risale da Hiligenblut esiste una deviazione che conduce fino a quello che viene chiamato Kaiser Franz Josefs Hohe

(Quota-Imperatore-Francesco-Giuseppe) in memoria del punto raggiunto dall’ Imperatore durante la sua visita del 1856; qui a quota 2369 mt in un ampio piazzale (detto piazza Parco Nazionale) dove si trovano numerosi parcheggi per moto ed un parcheggio multipiano per auto, ci si trova di fronte allo spettacolo più maestoso offerto da questo inesauribile contesto naturale.

 

Piazza Parco Nazionale e panorama

 

Davanti ai nostri occhi infatti si erge imponente la vetta del Grossglockner mentre sotto di noi si stende suggestiva la glaciale lingua del ghiacciaio Pasterze.

 

Il ghiacciaio Pasrterze ai piedi della vetta del Grossglockner

La vetta del Grossglockner

 

E’ uno spettacolo davvero emozionante quello che si può qui osservare una volta parcheggiata la nostra moto, azione che in alcuni periodi dell’anno può risultare non facile a causa della grande affluenza di moto turisti, e che si completa anche con la simpatica esistenza di numerose marmotte che zampettano tranquille nei verdi dintorni soprattutto (in funzione della indiscutibile efficienza austriaca) dove i cartelli indicano la loro presenza.

 

 

Il breve senso di disagio che ci coglie (almeno per quanto mi riguarda) osservando il netto contrasto tra la meravigliosa espressione della natura e la umana cementificazione scompare ben presto anche se un latente senso di insofferenza resta osservando il brulicare chiassoso di turisti che affollano in estate la piazza e che si dividono tra foto ricordo sorridenti sulla terrazza e la ricerca del gadget migliore nel fornito store più interessati alla dimostrazione della loro presenza che all’apprezzamento della meraviglia messa loro a disposizione dal paziente lavoro di Madre Natura per poi velocemente ripartire.

Eppure varrebbe la pena dedicare qualche ora in più alla esplorazione di questo fantastico territorio che è in grado di offrire molto di più a chi trova il tempo per poter apprezzare l’offerta, spesso purtroppo la voglia di ripartire verso nuove mete e il disorientante senso di appagamento che coglie una volta conquistata la meta ci spinge subito a risalire in sella rimandando ad altri momenti l’approfondimento esplorativo.

 

Escursioni

 

Diverse e tutte allo stesso modo appassionanti sono le escursioni relativamente impegnative che dalla piazza parcheggio consentono una migliore osservazione del Pasterze e dei suoi solenni custodi, oltre al punto informativo presente nei pressi del parcheggio, sono tre le escursioni che meritano di essere effettuate richiedendo un relativo impegno fisico.

Escursioni che solo nella mia terza volta sul Grossglockner mi sono deciso a fare ma e che, ironia della sorte, sono state quasi totalmente penalizzate dal maltempo che (solo) in quella giornata ha investito i picchi, a dimostrazione della difficoltà che spesso abbiamo nel ricercare disponibilità di tempo per una esplorazione più approfondita dei territori affrontati in sella alle nostre due ruote.

 

Il sentiero Gamsgruben è una escursione sicuramente da non perdere, il susseguirsi di gallerie scavate nella roccia che ogni tanto si apre alla vista sempre più emozionante del ghiacciaio e del paesaggio circostante è impagabile, teoricamente si può raggiungere il ghiacciaio ma purtroppo le cattive condizioni meteo ci hanno di fatto impedito di proseguire oltre l’ultima galleria e costretto al rientro non essendo attrezzati per affrontare condizioni che possono risultare pericolose se sottovalutate.

 

Le gallerie scavate nella roccia con le suggestive installazioni del Sentiero Gamsgruben
La vista sul ghiacciaio percorrendo il sentiero

 

Sentiero Kaiserstein e osservatorio Wilhelm-Swarovski, facile escursione che dal parcheggio coperto porta fino all’osservatorio da quale è possibile osservare la montagna ed il ghiacciaio ma che a causa del temporale scatenatosi durante il nostro tentativo non abbiamo potuto effettuare.

In loco dovrebbero trovarsi strumenti ottici moderni in grado di facilitare l'osservazione del contesto circostante.

            

Osservatorio e maltempo

 

Sentiero e cremagliera per il ghiacciaio Pasterze, rimandata a causa del maltempo, e della disponibilità temporale, anche questa escursione che permette di scendere fino alla base del ghiacciaio dove si trova anche un laghetto artificiale, una discesa effettuabile sia tramite ferrata che con facile cremagliera e che permette oltre alla risalita del ghiacciaio anche di rendersi conto delle effettive dimensioni di questa perenne lingua di ghiaccio, valutazione che dall'alto appare clamorosamente errata in difetto.

 

Escursioni sulla base del ghiacciaio e sul lago

 

Profondamente ammaliati da quanto osservato e stimolati dalle potenzialità della zona (chi era con me era alla sua prima escursione sul Grossglockner) ci siamo ripromessi di tornare sul posto attrezzati di tutto punto per le escursioni in montagna e con una disponibilità temporale dedicata interamente alla esplorazione di queste straordinarie montagne.

 

 

 Dal Tramonto all'Alba sul Grossglockner

Per concludere questa lunga, e spero utile alla visita, dissertazione mi sento assolutamente di consigliare a chi transita su questo sorprendente nastro di asfalto che si srotola al cospetto di uno dei paesaggi più accattivanti rintracciabili sull’ Arco Alpino di concedersi anche una notte all’interno del parco utilizzando una delle Gasthaus che si trovano lungo il percorso.

 

 

Così facendo si avrà modo di godere anche dello straordinario spettacolo offerto dalla natura in orari diversi da quelli canonici e in condizioni quasi privilegiate, alba e tramonto infatti si assaporano in una atmosfera magica e progressivamente silenziosa dato il diradarsi fino alla cessazione di qualsiasi attività motoristica; impedibile e strabiliante infine l’osservazione del cielo stellato se si è scelta la notte senza luna, il numero infinito di stelle che si condensa nella strisciata bianca nella quale si riconosce la Via Lattea  lascia senza fiato chi non è abituato ad uno spettacolo che intimorisce con la sua magnificenza il piccolo ed insignificante Uomo.

 

 

Un mito quello del Grossglockner, in conclusione, più che meritato considerando anche che buona parte dei suoi ammiratori ha potuto osservare solo la parte più immediatamente visibile dei tanti tesori che questo prezioso scrigno contiene, ma che per essere goduto a fondo necessiterebbe di qualche attenzione in più di quella che normalmente gli riserviamo durante i nostri più o meno veloci passaggi attraverso l' Hochtor Pass  e le non meno celeri deviazioni verso il Kaiser Franz Josefs Hohe.

 

 

   

   

 

Un mito che comunque merita di essere osservato in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo.

 

 

http://www.grossglockner.at/it/

 

 

 

Gabriele [freevax]

gabriele@biomototurismo.it